Il social network più famoso del mondo rischia moltissimo nei paesi in cui la privacy è custodita con gelosia. L’ultimo attacco al colosso di Zuckerberg arriva dal Garante per la privacy tedesco. Sotto accusa il monitoraggio degli utenti a partire dal click sul “mi piace“.

L’accusa contro il tasto “mi piace” di Facebook e più in generale verso la procedura di archiviazione dei dati del social network in questione, arriva dall’Autorità garante dello Stato dello Schleswing-Holstein. Thilo Wichert, nel dettaglio, avrebbe detto che aziende ed istituzioni devono rimuovere il pulsante “mi piace” dai siti ufficiali e chiudere le pagine Facebook.

I dati raccolti tramite questo sistema, sarebbero archiviati nei server usa ed impiegati a fini commerciali. In pratica gli utenti che cliccano sul “mi piace” di una pagina di un’azienda, firmano anche un beneplacito che autorizza Facebook a monitorare il loro comportamento per due anni. Questa pratica che colpisce utenti e non utenti, sarebbe illegale.

Un portavoce del social network ha spiegato che i dati sono effettivamente archiviati e si può controllare il comportamento degli utenti risalendo all’ip ma ogni informazione è tenuta soltanto per 90 giorni e questo limite temporale sembra consentito dalla legge. Si attende l’evoluzione di questa vicenda.