La pirateria informatica è punita, per legge, sia in Italia che in molti altri paesi del mondo.

Il principio ispiratore della normativa è la tutela del materiale protetto da copyright. Il diritto d’autore, infatti, è riconosciuto dappertutto.

Per questo motivo, numerosi provvedimenti hanno oscurato i siti internet che tramite una relazione P2P consentivano agli utenti lo scambio illegale di materiale audio-video.

Il pear-to-pear, per molto tempo è stato usato come specchietto per le allodole, ma ora è finito nel mirino della Guardia di Finanza.

Il distaccamento di Cagliari ha riportato l’ennesimo successo con l’oscurazione del portale “btjunkie”. Nel nostro paese, l’accesso a questo portale era garantito da un altro sito internet: proxytalia.

In pratica accedendo al portale, gli utenti del nostro paese scaricavano materiale coperto dai diritti d’autore.

L’intermediazione, in questo caso, non è stata proficua perché la Guardia di Finanza ha scoperto l’escamotage. Proxytalia, in pratica, si interponeva tra i clienti e il server e spiegava anche come bypassare una serie di ostacoli di natura “giuridica”.

Sfortunatamente il sito incriminato era già sotto osservazione da qualche tempo: creato in Canada e situato in Germania, aveva già qualcosa di strano in partenza.

Btjunkie, da parte sua, aveva circa due milioni di utenti unici ogni giorni che approfittavano della disponibilità di circa 4 milioni di torrent.