Qualche giorno fa, sul gruppo di Facebook riservato agli Indigeni Digitali, Emanuela Marino ha pubblicato una domanda ricorrente: è possibile scaricare un’applicazione per gestire i consumi energetici domestici? In Italia, la risposta non è semplice. Esistono dei programmi per effettuare i calcoli a partire dal consumo medio per i singoli apparecchi, ma è impossibile interfacciarsi col contatore del gas o della luce e ottenere la cifra esatta. Collegare un dispositivo che trasmetta il consumo effettivo a un computer è illegale.

Lo stesso device, infatti, potrebbe manomettere il contatore digitale per ridurre la cifra trasmessa all’impresa che eroga l’energia e diminuire i costi riportati sulla bolletta: evidentemente, sarebbe una truffa. Alessandro Nasini ha confermato l’illegalità di questo metodo che sulla carta permetterebbe un controllo preciso dei consumi, evidenziando la possibilità d’installare un dispositivo separato per intercettare l’erogazione senza utilizzare gli strumenti posizionati dall’operatore. È una soluzione accessibile ai tecnici.

Federico Meconi ha segnalato uno strumento utilizzabile negli Stati Uniti, ma per sua stessa ammissione i cittadini italiani non possono trarne dei benefici. Tuttavia, Lorenzo Sicilia ha suggerito 4-noks: un’azienda veneta che produce una soluzione ammessa e del tutto legale nel nostro Paese distribuendo pure delle applicazioni su Android e iOS. 4-Modem e 4-Cloud rispondono perfettamente alla domanda di Emanuela, a patto d’essere installati in ambito aziendale. Il prezzo del sistema potrebbe essere troppo elevato per i privati.

Tutti gli espedienti legali presuppongono l’acquisto di device aggiuntivi perché i principali operatori italiani dell’energia non pubblicano delle Application Programming Interface (API) che i programmatori d’applicazioni possano utilizzare per recuperare i dati degli utenti. Imprese come 4-noks risolvono il problema d’interfacciarsi col contatore, ma è tuttora impossibile recuperare il conteggio effettivo dall’apparecchio installato nella propria abitazione. E queste difficoltà non sembrano essere l’ennesima anomalia italiana.

Il Dipartimento dell’Energia statunitense, per esempio, indica una serie d’accorgimenti che i consumatori possono adottare per ridurre i propri consumi. Nessuno di questi implica la possibilità di recuperare i dati dal proprio smartphone: l’Autorità per l’energia elettrica e il gas italiana pubblica le stesse indicazioni che sono sicuramente interessanti, quanto inutili allo sviluppo d’applicazioni. Nella conversazione ho sostenuto che un salto di qualità sia possibile obbligando gli operatori alla pubblicazione degli open data.

Spesso gli open data sono associati alla pubblica amministrazione, ma non è un vincolo. Microsoft mantiene il protocollo OData che è orientato alle imprese e assolve alla stessa funzione: in termini più semplici, gli operatori dell’energia potrebbero ammettere l’accesso ai consumi previa autorizzazione come avviene nelle bollette visualizzate sul web affinché gli utenti possano installare delle applicazioni su smartphone o tablet, verificare la spesa effettiva e prendere delle precauzioni. È una soluzione senza costi accessori.