La console portatile per antonomasia, sopratutto per chi è stato adolescente nei primi anni novanta, è senza ombra di dubbio Game Boy di Nintendo. La piccola scatola grigia dell’azienda di Kyoto compie oggi 25 anni dal suo primo giorno nei negozi giapponesi, mentre in Europa è arrivata solo un anno e mezzo dopo, nel settembre 1990.

Game Boy era l’evoluzione dei Game & Watch, piccoli dispositivi a due schermi prodotti da Nintendo e simili a calcolatrici, con cui era possibile giocare solo ad un titolo, già presente all’interno della piccola console. Nonostante la concorrenza spietata, soprattutto da parte del Game Gear di SEGA, che aveva un hardware superiore e il display a colori, Game Boy riuscì a mantenere la leadership del settore grazie ad un parco titoli eccezionale (Super Mario, Tetris) e un’autonomia d’utilizzo di ben 35 ore.

Circa dieci anni dopo, nel 1998, la piccola console Nintendo ha avuto una vera e propria seconda giovinezza con l’avvento di Game Boy Color, la versione a colori il cui successo è rappresentato principalmente dalla serie di videogiochi Pokémon, sull’onda dell’enorme successo dell’anime.

Altre riedizioni della console sono il Game Boy Pocket del 1996, design rivisto e leggermente più piccolo, e il Game Boy Light, versione con schermo retroilluminato (solo in Giappone). In totale, l’handheld ha venduto circa 120 milioni di unità in tutto il mondo: 87,66 milioni di Game Boy e 31,03 di Game Boy Color. I giochi più venduti sono: Tetris, 33 milioni di copie, Mario Land, 14 milioni di copie e la serie Pokémon.