Quando un costruttore decide di immettere sul mercato un prodotto di cui dovranno essere venduti milioni di esemplari fa affidamento a più fornitori. Questo significa che uno smartphone non è detto che sia uguale al 100% rispetto ad un suo gemello. Solitamente, però, le prestazioni non cambiano indipendentemente dai componenti inseriti, questo perchè le case testano le diverse componenti per assicurarsi che l’esperienza d’uso sia la stessa. Può capitare, però, che a volte queste differenze siano maggiormente sensibili e gli utenti si accorgano di qualche differenza. Nel caso del Galaxy S8, per esempio, la casa coreana utilizzerebbe fornitori differenti per le memorie d’archiviazione.

Al momento del debutto, Samsung aveva confermato che i Galaxy S8 disponevano tutti delle super veloci memorie UFS 2.1. In realtà, a quanto è stato scoperto, questo non sarebbe vero per i Galaxy S8 dotati del processore Qualcomm Snapdragon 835. Inoltre, la casa coreana ha silenziosamente rimosso ogni riferimento alle memorie UFS 2.1 dalle schede tecniche ufficiali di tutti i suoi top di gamma. A livello pratico non cambia nulla, comunque, le memorie più veloci arrivano a 800MB/s in letture, mentre le UFS 2.0 a 500 MB/s. Sebbene la differenza possa sembrare molta, le memorie UFS 2.0 sono già sovradimensionate quindi l’esperienza d’uso risulterà sempre la medesima.

Le varianti Exynos, dunque, quelle vendute anche in Italia, risulterebbero essere le più performanti. Di seguito lo schema delle memorie utilizzate da Samsung per i suoi Galaxy S8.

  • Toshiba UFS 2.1 (THGAF4G9N4LBAIRA o THGAF4G9N4LBAIRB): Galaxy S8+
  • Toshiba UFS 2.0 (THGBF7G9L4LBATRA o THGBF7G9L4LBATRC): Galaxy S8
  • Samsung UFS 2.1 (KLUCG4J1ED-B0C1): Galaxy S8 e Galaxy S8+ (Exynos)