FriendFeed – dopo ventiquattro o quarantotto ore d’indisponibilità – è tornato online: il social network ha sette vite come un gatto, ma ad oggi non c’è davvero un motivo per utilizzarlo e non soltanto perché il rischio che scompaia da un giorno all’altro è concreto. Facebook, che l’ha acquistato nel 2009, non ha alcuna intenzione d’aggiornarne le funzionalità ed esiste un’alternativa più che convincente. È Google+, che ne conserva ed evolve le caratteristiche, aggiungendo un punto di forza che non potrebbe mai essere smentito.

Questo valore aggiunto è indubbiamente il motore di ricerca attorno al quale Google lo ha costruito: molti utenti – comunque costretti a esserne iscritti da GMail – non l’utilizzano e FriendFeed continua a esistere, soltanto perché un consistente numero di utenti non vuole proprio abbandonarlo. Secondo me, equivarrebbe a scegliere MySpace per evitare d’iscriversi a Facebook. Non esistono delle ragioni valide per farlo, però suppongo che esista chi abbia effettuato una scelta del genere e posso convincerlo che Google+ è migliore.

Già a livello d’interfaccia, Google+ sembra essere stato plasmato a immagine e somiglianza di FriendFeed: non l’avevo pensato, finché – discutendone su Twitter – non ho ricordato l’aspetto del social network, che non utilizzo più dal 2009. Un lato che i “recidivi” apprezzano di FriendFeed sono le stanze e Google+ risponde con le community che, allo stesso modo, possono essere pubbliche o private. Volete condividere il medesimo aggiornamento su diverse piattaforme? È possibile, grazie alle API (Application Programming Interface).

Google+ è sicuramente una piattaforma molto frequentata da designer e sviluppatori, ma lo stretto legame col motore di ricerca lo rende appetibile per chiunque: i blogger possono avvalersi della Authorship che ne mostra la foto-profilo tra i risultati, ad esempio. Le condivisioni su FriendFeed, al contrario, sono visibili giusto ai propri contatti — destinati a diminuire, ogni volta che il social network è irraggiungibile. L’integrazione degli aggiornamenti su qualunque altro sito è semplicissima, ricorrendo a un comodo widget.

Titolari di un esercizio commerciale? Places for Business è migrato a Google+, che è il luogo ideale per gestire la visualizzazione dei propri orari e servizi sul motore. Potreste – anzi, dovreste – fare altrettanto su Facebook… ma non avrebbe senso su FriendFeed. Piuttosto, considererei l’ipotesi d’implementare Pinterest o Foursquare, però ritenere d’attrarre dei clienti posizionandosi su un social network vicino alla chiusura sarebbe assurdo e controproducente. È una perdita di tempo che nessuno, ad oggi, potrebbe permettersi.

Se ancora non foste del tutto convinti, i commenti ai video su YouTube – lo vogliate o meno – sono gestiti con Google+, proprio come quelli agli interventi pubblicati su Blogger. Quante di queste possibilità avete su FriendFeed? Nessuna, appunto. Perciò, il fatto che sia tornato online non significa che sia una piattaforma intrigante: è inevitabile che, prima o poi, Facebook lo dismetta e continuare a usarlo con questo pensiero fisso sarebbe un’inutile ossessione. Google+ offre di più e un profilo lo avete registrato di sicuro.

Photo credit: Florent Lesauvage via Photo Pin (CC)