La trasparenza delle istituzioni è un’esigenza sempre più percepita dai cittadini europei, preoccupati delle intercettazioni di PRISM: Free Software Foundation Europe (FSFE), conseguentemente, ha pensato d’inviare una lettera aperta a Martin Schulz – il Presidente del Parlamento Europeo. La FSFE s’occupa da anni di free software e open source nelle istituzioni e ritiene che l’“apertura” dei sorgenti per i programmi utilizzati dai governi sia un passaggio essenziale, com’è avvenuto in Estonia. È impossibile non essere d’accordo.

Insieme al britannico Open Rights Group, la FSFE ha redatto una lettera che chiede a Schulz dei chiarimenti sulla privacy dei cittadini europei. Non è soltanto una questione di codice sorgente, ma è soprattutto un problema d’accesso ai dati del Parlamento Europeo: le due organizzazioni – come di consueto – hanno dato la propria disponibilità a collaborare col Presidente per un adeguamento delle infrastrutture continentali alle direttive approvate dal Parlamento. Insomma, per tutelare i cittadini dallo “spionaggio” istituzionale.

FSFE e Open Rights Group hanno effettuato, essenzialmente, due proposte: “liberare” i sorgenti delle tecnologie informatiche utilizzate dal Parlamento Europeo e garantire ai cittadini un accesso anonimo agli open data che riguardano l’attività istituzionale. Nulla che non sia già sancito dalla Costituzione europea, peraltro. Il datagate di PRISM ha avuto numerosi effetti, fra i quali la maggiore diffusione dei motori di ricerca anonimi come DuckDuckGo. Basterà una semplice lettera aperta a sensibilizzare Schulz e il Parlamento?

Photo Credit: Salim Shadid via Compfight (CC)