Finalmente, Jelly Bean è diventata la versione più diffusa del sistema operativo: raggiungendo il 37,9% – ahimè, diviso fra il primo e il secondo rilascio – ha superato Gingerbread, che scende al 34,1%. Segue Ice Cream Sandwich al 23,3%. Considerato che potrebbe essere pubblicata a breve la 4.3, Google può festeggiare la significativa riduzione della frammentazione. Certo, la percentuale relativa ad Android 2.2 è ancora molto elevata… ma la nuova politica di download dei componenti da Google Play potrebbe risolvere il problema.

Dovendo essere del tutto sincero, io sono preoccupato dalla ripartizione delle quote di Jelly Bean: è la versione più diffusa, però con uno squilibrio evidente fra i due rilasci. In pratica, soltanto il 5,6% degli utenti ha potuto aggiornare il sistema alla 4.2.x — mentre gli altri sono rimasti alla 4.1.x. Non è un dettaglio così trascurabile, soprattutto se entro la fine del mese dovesse davvero uscire una 4.3. Jelly Bean identificherebbe tre rilasci molto diversi fra loro. La frammentazione è stata risolta? No, per il momento.

Ridotta, non risolta. Le parole sono importanti: domani avverrà la prima delle due conferenze di Motorola e “qualcosa” – oltre alla disponibilità dei componenti essenziali del sistema operativo via Google Play – potrebbe andare nella direzione giusta. Il divario fra i rilasci di Jelly Bean non è abissale e, perciò, l’update alla versione 4.2.2 dovrebbe essere considerato come facoltativo. Idem per la 4.3. La situazione sarebbe complicata dall’uscita di Key Lime Pie in ottobre, che riproporrebbe il problema della frammentazione.

Photo Credit: Jonas Bengtsson via Compfight (CC)