Foxconn, la società cinese incaricata da Apple d’assemblare gli smartphone, introdurrà 10.000 Foxbot per sostenere la produzione di iPhone 6: sono dei robot — che affiancheranno gli operai, fra i quali 100.000 nuovi assunti. È una linea di produzione imponente, per soddisfare la richiesta dei consumatori di tutto il mondo, segno che a Cupertino non intendono rimanere senza scorte… e che i dispositivi ancora da presentare potrebbero davvero essere due. Un modello da 4.7″ più uno da 5.5″, cui andrebbe ad aggiungersi anche iWatch.

Le grandi manovre di Apple avevano appena portato all’assunzione di Patrick Pruniaux, ex vice-presidente del marketing della svizzera TAG Heuer, per gestire il lancio di iWatch: nulla che riguardi gli annunci di settembre od ottobre sarà lasciato al caso. Tim Cook sente la pressione, dopo una WWDC 2014 che ha soddisfatto gli sviluppatori e introdotto un ecosistema orientato al wearable. Quanti iPhone 6 saranno effettivamente venduti? Cupertino riproporrà pure una versione meno costosa dello smartphone, com’è stato con iPhone 5C?

Domande alle quali potremo rispondere soltanto in autunno, ma le preoccupazioni di Apple non riguardano giusto le scorte di Foxconn. Larga parte dello sviluppo di Siri è tuttora in outsourcing a una società esterna – che potrebbe essere acquisita da Samsung – e dev’essere riportato a Cupertino: iOS 8 [vedi gallery] affida molte delle nuove funzionalità mostrate a San Francisco all’assistente vocale, come Android L di Google, e non devono passare dalla concorrenza. Sarà proprio un’estate frenetica, per Cook e tutta la dirigenza.

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