Ieri, andando al bar per un aperitivo, ho effettuato – come di consueto – il check-in su Foursquare: terminata l’operazione, la app per Android m’ha domandato se in quel locale fosse possibile pagare con la carta di credito. Ero un po’ sorpreso, ma ho subito risposto alla domanda. Tornato a casa, scopro che la novità è presente pure su iOS e rientra nella politica di raccolta dei dati geo-localizzati del social network. È uno strumento in più per fornire informazioni puntuali sui luoghi con l’aiuto degli utenti che li visitano.

Un aspetto interessante deriva dal fatto che la risposta sia stata pubblicata immediatamente tra i dettagli del bar: io sono un super-utente, però le domande dovrebbero essere poste a chiunque e se qualcuno dovesse fornire dei dati errati suppongo che i Super User possano modificarli. Foursquare non è soltanto un gioco per accumulare i badge, ma un portale che fornisce informazioni avanzate sugli esercizi commerciali e i luoghi pubblici attorno all’utente. L’aumento costante e la precisione di queste ultime è certo fondamentale.

Perché Foursquare ha bisogno d’incrementare il volume dei dati raccolti? Una giustificazione deriva dai rumor sull’interesse di Yahoo! – che è tornato a essere il portale più visitato degli Stati Uniti – nell’investire sulla piattaforma. Le informazioni geo-localizzate aiutano gli utenti nel quotidiano, rispondendo a esigenze reali: il crowdsourcing aumenta considerevolmente i dettagli disponibili e, soprattutto, al social network non costa nulla. È un’ottima intuizione che potrebbe destabilizzare la concorrenza di TripAdvisor.

Photo Credit: Dennis Crowley via Compfight (CC)