Se siete iscritti a Foursquare, l’altro ieri avete ricevuto un messaggio via e-mail che invitava a prendere visione della nuova politica sulla privacy del social network. Il documento pubblicato non è complesso come quello di Facebook e, anche se non è ancora stato tradotto in italiano, è opportuno dargli un’occhiata. Foursquare non ammette più l’utilizzo di nickname sui profili: dal 28 gennaio 2013 inizierà a mostrare nomi e cognomi reali degli utenti esattamente come Google Plus. Quanto restava della privacy è morto col 2012.

Foursquare, nella circostanza, s’è comportata bene: ha evitato la figuraccia fatta da Instagram dando agli utenti un mese di preavviso e illustrando chiaramente i nuovi termini d’utilizzo. Volendo potete sempre dichiarare nome e cognome falsi e aggirare la novità principale perché Foursquare non controllerà i vostri dati. Io non lo farei, ma non mi sono neppure mai preoccupato d’occultare le mie credenziali. Al contrario, applaudo il fatto che non sarà più possibile nascondersi dietro a un nickname sui principali social network.

A darmi più fastidio sono altre conseguenze della nuova politica di Foursquare. Per esempio, le abitazioni private saranno incluse negli elenchi pubblici: potete chiederne la preventiva rimozione scrivendo agli amministratori. E, ancora, i proprietari degli esercizi commerciali potranno sapere chi li ha visitati e quanto spesso. Gli utenti continueranno a condividere immagini e commenti coi propri contatti, mentre tutto il resto sarà esposto ai motori. Potreste finire per sbagliare come aveva fatto Randi Zuckerberg su Facebook.

Photo Credit: Nan Palmero via Photo Pin (CC)