Foursquare ha ottenuto altri $35 milioni di finanziamenti, ma è ancora in debito di $41 e tutti si domandano come faccia ad andare avanti… e, soprattutto, perché i capitalisti continuino a investirci. Matthew Panzarino di TechCrunch l’ha chiesto direttamente a Dennis Crowley, il CEO che vorrebbe arrivare a rendere “trasparente” la propria app. La risposta è tanto banale, quanto efficace: sono i cosiddetti «big data» raccolti da Foursquare a interessare. Il problema è che tuttora non bastano a sostenere un business remunerativo.

Io, come Super Utente di Foursquare, sono recentemente passato al Livello 2 e continuo a divertirmi nell’utilizzare l’applicazione: non apprezzo granché il design dell’ultimo aggiornamento per Android, ma – nonostante riesca a trovare delle offerte associate ai check-in addirittura negli alberghi prealpini – devo ammettere che Foursquare ha un grosso problema. D’accordo raccogliere un numero impressionante di informazioni, però gli utenti vogliono avere qualcosa in più dei badge. L’ecosistema è pronto, gli esercenti un po’ meno.

Secondo me, perché Foursquare possa sopravvivere è necessario che la app diventi più “silenziosa”: effettuare manualmente un check-in a ogni spostamento, soprattutto nei centri commerciali, diventa noioso. Dovrebbe bastare un tap sul dispositivo, ottenendo delle notifiche PUSH davvero efficienti. Ciò detto, se a Milano la quantità di locali che adottano l’applicazione (spesso potete bere un chupito gratis al primo check-in) è in crescita, l’adozione a livello italiano è ridotta. Bisogna ancora dimostrare l’utilità di quei dati.

Photo Credit: TechCrunch via Photo Pin (CC)