Foursquare ha trovato un modello di business sostenibile — almeno, sulla carta: il social network non ha grandi risorse economiche, nonostante la popolarità dell’applicazione, e lo scorso anno avrebbe potuto addirittura avanzare un’istanza di fallimento. Perché? Beh, la app è gratuita e gli esercizi commerciali pagano una cifra irrisoria per gestire la propria attività su Foursquare (la stessa operazione non comporta dei costi su Facebook, Google, ecc.). Sostenere tutte le spese, negli anni, è diventato un problema molto serio.

Le inserzioni non sono una novità assoluta, ma la pubblicità su Foursquare – come i badge personalizzati, ecc. – era appannaggio delle multinazionali: organizzare una campagna aveva un costo spropositato. Grazie a Facebook Ads, i piccoli esercizi commerciali possono investire sui check-in… e pagare esclusivamente se l’utente effettua una qualche operazione. Non basta che abbia visualizzato la sponsorizzazione, insomma. Gli inserzionisti possono stabilire un budget mensile per competere coi luoghi più visitati nella propria area.

È ancora più importante reclamare la venue e gestirne i dettagli, dalla posizione agli orari d’apertura, perché Foursquare invia delle notifiche push ai dispositivi degli iscritti — senza bisogno d’eseguire l’applicazione. Gli imprenditori italiani possono effettivamente avere dei benefici, investendo sui Facebook Ads? Sì, secondo me, perché la app è utilizzata da un numero crescente di connazionali e offrire sconti od omaggi per i check-in può incentivare gli acquisti. Mancherebbe giusto uno strumento per i centri commerciali.