La privacy su internet a rischio? Sì, per 8 italiani su 10 la paura di essere vittime di assalti di truffe e violazioni sul web è reale e concreta. Da una ricerca del Censis risulta infatti che il 93% degli utenti teme che i propri dati online possano essere a rischio. Il 32% lamenta di avere subito danni anche se nella maggior parte dei casi si tratta della ricezione di pubblicità, l’83,6% è convinto che sia meglio non lasciare tracce virtuali.

Uno scenario che dopo le recenti foto rubate all’attrice Jennifer Lawrence e ad illustri sue colleghe del panorama hollywodiano diventa sempre più preoccupante e fanno meditare cautela e una conoscenza sempre più ricca dei sistemi di navigazione oggi sul mercato.

Per il Censis ”i timori riguardano, in particolare, la memorizzazione delle parole inserite nei motori di ricerca, la tracciatura dei percorsi di navigazione, la profilazione degli utenti a scopi commerciali o politici – si legge nell’indagine –  i social network, in aggiunta, sono gigantesche banche dati che raccolgono automaticamente i dati sugli utenti e possono rivenderli alle agenzie di pubblicità come informazioni sui consumatori per effettuare il marketing diretto e applicare i metodi del ‘behavioral advertising’, vista la tendenziale coincidenza del se reale, il consumatore, con il se digitale, l’utente di Internet“.

Malgrado il crescente timore però solo il 40,8% degli utenti di Internet in Italia adotta almeno una tra le misure fondamentali per la salvaguardia della propria identità digitale. Il 36,7% non adotta  nessuna misura mentre il 22,5% si limita a forme passive di autotutela che implicano forme di rinuncia al servizio.

Insomma tanto timore ma ancora tanta inadeguatezza nell’utilizzo di sistemi che mettano al sicuro il trattamento dei propri dati personali e non violino la sfera della propria vita privata. Un po’ di chiarezza andrà fatta sia lato utente che lato produttori.

photo credit: Luca Barcellona – Calligraphy & Lettering Arts via photopin cc