Le applicazioni, oggi come oggi, sono diventate il sinonimo di un modo di essere, di una disponibilità di servizi a portata di mano, è proprio il caso di dirlo. Ma chi sta dietro queste app, alla fine, quanto si mette in tasca?

In base al tipo di app, gli sviluppatori possono spopolare ed avere una fortuna stratosferica, oppure al contrario non riuscire a coprire i costi di sviluppo. Nel 59% dei casi, spiega App Promo, i prodotti presenti su iTunes rientrano nella seconda categoria.

Ma ci sono casi in cui l’idea proposta, il gioco o il servizio, sono davvero virali e conquistano con pochi click una popolarità che ne determina la fortuna. Basta pensare ai fondatori di Instagram che si sono fatti convincere alla vendita da Zuckerberg e ne hanno ricavato in tutto 500 milioni di dollari.

Un discorso simile può essere fatto per Angry Birds che sembra voler volare al di fuori dello stretto schermo dello smartphone. Poi c’è Glancee venduta sempre a Facebook di recente, da Andrea Vaccari, Alberto Tretti e Gabrile Grise.

A livello commerciale c’è solo da capire se conviene continuare a distribuire prodotti gratis sperando di fare soldi con i download e la pubblicità, oppure se è meglio vendere a pochi centesimi aggiornamenti o interi prodotti.