Sono lontani i tempi in cui il calcio italiano faceva sognare gli appassionati di tutto il mondo, quando Milan, Juventus e Inter andavano in Europa a prendere a sberle le concorrenti tedesche, spagnole e inglesi. Grazie a Football Manager 2015, il nuovo capitolo del manageriale calcistico di SEGA e Sport Interactive, si potranno vestire i panni di un allenatore virtuale e provare a rivivere quegli antichi fasti, ma anche continuare ad umiliare i club italiani scegliendo di allenare Barcellona, Bayern Monaco o Paris Saint Germain.

In Football Manager 2015 il giocatore diventa un vero e proprio allenatore virtuale, e quindi si deve occupare di tutte quelle dinamiche che caratterizzano la quotidianità di un allenatore di una squadra professionista: tattiche, programma d’allenamento, calciomercato, rapporto con la stampa, comunicazione con i giocatori e tanto altro ancora. Nella simulazione targata SEGA non manca proprio niente, e ogni anno riesce ad aggiungere un tassello in più al già complesso mosaico confezionato dai ragazzi di Sports Interactive.

Nell’edizione di quest’anno, gli sviluppatori hanno innanzitutto svecchiato l’interfaccia grafica, ottimizzata per una miglior consultazione di statistiche, dati, numeri e tutto ciò che concerne la gestione del team. La barra relativa a tutte le sezioni principali, che era tradizionalmente in alto, è stata spostata sul lato sinistro dello schermo ed effettivamente funziona meglio. Molta attenzione è stata riposta alla compilazione della formazione e all’impostazione delle tattiche, il cui processo è ora più semplice e veloce grazie ad un sistema che filtra i giocatori per ruolo, ad una divisione cromatica dei ruoli e a diversi grafici che accompagnano il mister virtuale nella sua scelta.

Alla stregua di un vero e proprio gioco di ruolo, in FM 2015 sarà possibile scegliere, prima di iniziare la carriera, che tipo di manager si vuole essere. Sono possibili due strade: allenatore in tuta, che è una figura più istintiva e propensa a dimostrare le proprie capacità sul campo; oppure l’allenatore tattico, il genio dei tatticismi, che conosce a memoria tutti gli schemi più complessi ed è sempre razionale e preciso. Una scelta iniziale concettualmente simile a quella che può essere la classe dell‘eroe in un gdr, ma che in realtà si rivela un’opzione più di forma che di sostanza: scegliere uno o l’altro profilo non inciderà infatti in maniera concreta sull’esperienza di gioco, anche se confidiamo che il prossimo anno tale interessante (e potenzialmente innovativa) feature venga riproposta e sviluppata meglio.

Se da un lato le diverse rifiniture nell’interfaccia facilitano la vita al provetto allenatore virtuale, allo stesso tempo c’è un aspetto che diventa invece più complesso e impegnativo: lo scouting. Per avere accesso a tutti i parametri e conoscere pregi e difetti di un atleta, non basterà – come in passato – chiedere un semplice resoconto all’osservatore, ma sarà necessario inviarlo a seguire l’obiettivo per qualche mese. In caso contrario, alcuni (o quasi tutti, a seconda della fama dell’osservato) parametri del giocatore non saranno numeri, ma un intervallo numerico (all’interno della consueta scala 1-20) che impedisce al giocatore di conoscere il reale valore dell’osservato speciale. Leggermente più fluide e naturali le animazioni dei calciatori nel motore grafico per la rappresentazione delle partite in 3D.

Come ad ogni nuova edizione, i ragazzi di Sports Interactive hanno apportato alcune piccole modifiche e migliorie atte a rendere il sistema di gioco ancora più accurato, completo e preciso. Peccato che la novità più interessante, ovvero la scelta del tipo di allenatore che si vuole essere, non abbia delle conseguenze sostanziali sull’esperienza di gioco e si limiti ad una semplice proforma ad inizio carriera. Ci aspettiamo che il prossimo anno venga riproposta e sviluppata meglio. Per tutto il resto, Football Manager sarà la solita droga per gli amanti di tutto quello che ruota attorno al mondo del calcio, dalla campagna acquisti al 4-4-2.

VOTO: 9