Twittare è seme più una pratica difficile. O meglio, da un punto di vista della procedura è semplicissimo, ma guadagnare followers è un altro tipo di discorso. Se vi abbiamo già spiegato come la fretta è spesso cattiva maestra su questo social, ci sono altri accorgimenti che possono sancire il successo o meno dei propri cinguettii.

Un vero e proprio vademecum ce lo dà Rebecca Hiscott su Mashable. A grandi linee, bisogna partire da un assunto: la sobrietà, il dare spunti di riflessione, e soprattutto la verità, sono tutte merci che pagano su Twitter.

Questo anche per quanto riguarda i link: Twitter è uno spazio che più si usa come se ci fosse nostra madre o nostro padre che ci guardano come quando eravamo bambini, meglio è. Cosa assolutamente da evitare sono la banalità, i tweet palesemente falsi, o quelli del tipo “tornando da lavoro in tram”, roba che ai followers non può fregar di meno. Così come l’iper-twitting: dopo un po’ stanca.

Altresì, da un punto di vista formale, l’abuso di hashtag o di termini puntati non paga: non siamo su Whatt’sApp. Abbiamo detto che i tweet sui programmi TV sono in crescita esponenziale, questo però accrescono il rischio spoiler: annunciare come è andata una partita o il finale di Breaking Bad ai propri amici non è cosa buona.

Non dare opinioni gratuite, non commentare a sfallo ogni tweet, non sfruttare questo social per mettersi a parlare di commercio o peggio di lavoro: i diktat sono tanti. Gli appunti della Hiscott per chi comincia non sono affatto male.