Quella che vi stiamo per raccontare è una storia a metà strada tra l’evoluzione della tecnologia e il gusto dell’arte e del riciclo. Parliamo infatti di un nuovo uso che è stato proposto dei vecchi floppy disc.

Per chi è nato all’inizio degli anni Ottanta e anche prima, il floppy disc era considerato un’istituzione. Un supporto esterno, di piccole, piccolissime dimensioni che sarebbe stato a breve sostituito dalle chiavette USB. Eppure quanti hanno archiviato sui floppy piccoli software d’utilità, file di minuscole dimensione e via dicendo?

All’epoca i DVD, raramente riscrivibili e i CD, si usavano soltanto in presenza di file davvero “spropositati” per un floppy. E così questi rettangoli che ormai sanno di antico, hanno colonizzato le scrivanie di studenti e impiegati. Ed oggi? Il cloud sta per rendere desueti i sistemi di archiviazione più quotati ma vista la diffidenza nei confronti della nuvola prevediamo che CD, DVD e soprattutto gli hard disk esterni, abbiamo ancora una vita lunga.

Ma che fine fanno i vecchi supporti? In alcuni casi sono riutilizzati con un cambio di destinazione d’uso che per esempio rende i CD vecchi dei sottobicchieri. In altri casi diventano dei tasselli importanti per la realizzazione di opere d’arte che esprimono anche l’evoluzione della tecnologia.

E’ questo il caso delle opere di Nick Gentry, un artista londinese del 1980 che ha creato opere di pop-art con i vecchi floppy.