Oramai il flat design sappiamo tutti cos’è e quali sono i suoi cinque principi fondamentali. Presto anche Android si potrebbe adattare mentre l’anno prossimo sarà verosimilmente il momento di OS X, che presto riceverà un aggiornamento, ma solo a livello di software e non di grafica. Cosa viene dopo il flat design? L’ha spiegato ieri a Wired.com Hartmut Esslinger, fondatore dell’agenzia di design anche per prima e per diversi anni lavorò con Apple per tracciare le linee del futuro sviluppo dei prodotti della mela.

Ecco dunque che ci aspetta.

  • Hardware flessibile, come quello visto per esempio con PaperTab, il tablet avvolgibile.
  • Dispositivi umanizzati: per capire di che si tratta, pensate all’evoluzione della voce di Siri, divenuta decisamente più familiare con l’avvento di iOS 7. Pensate a Google Now che cerca di preparare le risposte alle vostre domande. In futuro i software dovranno essere così intelligenti da capire che stiamo facendo e qual è il nostro umore e divenire capaci di interagire con noi quasi che fossero degli esseri umani.
  • Software intelligenti: in un certo senso è una conseguenza di quanto sopra. I nuovi software hanno necessità di essere completamente slegati o totalmente fusi con l’hardware. Con il cloud computing o attraverso sistemi bloccati, i nuovi software diventeranno in un certo senso impermeabili all’essere umano. Tutto sarà presento perfettamente funzionante senza bisogno di mettere le mani sotto al cofano, come abbiamo imparato a fare negli anni Ottanta e come Apple pretende che facciamo con iOS.
  • Interfacce 3D: pare quasi scontato dirlo, ma per capire di che parliamo pensate al software di Iron Man sviluppato da Elon Musk. Tracce di ciò, per quanto possa sembrare in contrapposizione, si trovano anche nel piattume di iOS 7, con i layer che si sovrappongono uno all’altro o il parallasse che dà agli sfondi per iOS 7 quell’aspetto da Gioconda così reale. E poi pensate al touch 3D di Disney di cui parlavamo stamane.

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