Qualche giorno fa, il game designer vietnamita Dong Nguyen ha deciso di ritirare il suo gioco Flappy Bird da App Store e Google Play. In prima battuta Nguyen aveva dichiarato che dietro all’abbandono del suo piccolo pargoletto ci sarebbero stati dei motivi di natura economica: il giovane sviluppatore non sarebbe stato in grado di mantenere il gioco, ma al contempo non aveva alcuna intenzione di venderlo.

La spiegazione di Nguyen non ha però convinto nessuno. Intervistato ai microfoni di Forbes, l’autore del fenomeno videoludico del momento ha dato infatti un’altra motivazione al ritiro del suo gioco: “Flappy Bird era un prodotto che causava dipendenza, e questo era diventato un problema. Per risolverlo, bisognava ritirare il gioco dagli store. Per sempre”.

Vista la somiglianza di alcuni elementi grafici di Flappy Bird (ad esempio, i tubi verdi) con quelli dello storico platform game Super Mario Bros., molti hanno ipotizzato che Nintendo avesse fatto delle pressioni o fosse addirittura in procinto di muovere azioni legali nei confronti di Nguyen. Il game designer vietnamita ha voluto fare chiarezza anche da questo punto di vista, negando il coinvolgimento di Nintendo nella dipartita del suo videogioco.

Nguyen è stato di parola e ha ritirato subito il suo prodotto dal mercato digitale, non sfruttando – come ipotizzato invece da molti scettici e malpensanti – l’annuncio pre-ritiro per incrementare i download, e quindi i suoi profitti.