Per questa volta ce la siamo cavata: il nuovo virus informatico che impazza nel mondo, Flame, ha colpito soprattutto gli utenti localizzati in Medio Oriente. Vediamo cosa sta facendo Kaspersky Lab per loro. 

I computer iraniani, palestinesi, libanesi, siriani e sudanesi, sono stati colpiti dal virus Flame che ha coinvolto anche gli informatici del Medio Oriente e del Nord Africa. Si tratta di un sistema che è in piedi dal maggio del 2010 ed ha come obiettivo quello di monitorare l’attività svolta al computer dai proprietari del dispositivo.

Il virus digitale in questione, benché nato ormai da due anni, è stato scovato soltanto due settimane fa. A cercare di approfondirne il funzionamento per studiare un antivirus efficace, ci sta pensando la società russa Kaspersky Lab che si occupa proprio di sicurezza informatica.

L’attacco sferrato dagli hacker è molto corposo, gli analisti dicono che siamo ai livelli di Stuxnet, lo strumento usato dai servizi segreti americani e israeliani per mettere fuori gioco il nucleare iraniano.

Insomma, c’è da stare molto attenti perché il conflitto cybernetico può avere dei risvolti molto pericolosi. Il fondatore di Kaspersky ha dichiarato:

Flame sembra aver fatto un passo ulteriore [rispetto ai suoi predecessori]. È importante capire che queste armi informatiche possono essere facilmente utilizzate in qualsiasi paese e che, a differenza della guerra convenzionale, i paesi più sviluppati in questo caso sono i più vulnerabili.