Gli americani si sono dannati per la diffusione del virus Flame che sembrava annidato nelle pieghe dell’hacking della primavera araba, invece una recente indagine ha dimostrato che questo virus è stato elaborato da USA e Israele.

Gli Stati Uniti, affidandosi al loro partner mediorientale, Israele, hanno messo in piedi un progetto comune per determinare il rallentamento della corsa alle armi nucleari intrapresa dall’Iran. È in questa cornice che s’inserisce Flame.

Si tratta di un virus informatico che ha contagiato un migliaio di computer localizzati in Iran, in Libano, in Sudan, in Siria e nello Stato palestinese. Sarebbe stato scoperto il mese scorso e a distanza di trenta giorni si apprende che è stato messo a punto da Usa e Israele.

Sembra di essere di fronte al classico déjà-vu visto che una cosa simile era già successa per il famoso Stuxnet usato per mettere KO le centrali nucleari iraniane ormai due-tre anni fa. Come per Stuxnet, anche Flame ha come obiettivo quello di raccogliere le informazioni utili sulla dotazione nucleare dell’Iran.

Un’avvisaglia di questa comunanza d’intenti e d’autori, si era già avuta un paio di settimane fa, quando l’azienda russa Kaspersky Lab aveva notato una cerca comunanza di codice tra Flame e Stuxnet.