Open Web Device è un nuovo gruppo, promosso da Mozilla, che coinvolge una serie di partner nella stesura di linee-guida per la compatibilità dei dispositivi con Firefox OS e più in generale con le applicazioni web. La CRB (Compliance Review Board) è presieduta da operatori telefonici e produttori del calibro di Qualcomm ed LG che stabiliscono degli standard a vantaggio degli sviluppatori e degli utenti finali, evitando la frammentazione del sistema operativo e proponendo delle API (Application Programming Interface) universali.

Se Google avesse previsto un’organizzazione del genere, è probabile che Android non sarebbe così frammentato: Mozilla – grazie all’esperienza del competitor – ha messo le mani avanti, stilando una lista di dispositivi che già rispettano gli standard. Fra questi c’è ovviamente il nuovo One Touch Fire di Alcatel che è distribuito in Italia con TIM. Sono convinto che l’iniziativa sia importante, perché esistono ancora pochi smartphone con Firefox OS ed è essenziale prevenire quella frammentazione che Google non ha saputo contenere.

Io adesso capisco perché Mozilla aveva preso le distanze dal Peak+, quel device di Geeksphone – che non è mai stato commercializzato – che installava un rilascio instabile di Firefox OS: se di primo acchito l’atteggiamento della fondazione m’aveva infastidito, ora riesco a comprenderne appieno la motivazione. Non è stato un tentativo d’annichilire la natura open source del sistema operativo, ma una precauzione necessaria. L’ecosistema è giovane e non è installato su smartphone di fascia alta, però anticipa il futuro del mobile.

Photo Credit: John Karakatsanis via Photo Pin (CC)