Mozilla ha rilasciato nella notte Firefox 23 di cui Federico Moretti ci aveva già anticipato una delle migliori novità, ossia l’obbligo per i siti di utilizzare HTTPS, pena il blocco da parte del browser. Firefox 23 infatti in caso visitiate un sito che fornisce contenuti sia tramite HTTPS che semplice HTTP blocca i dati trasferiti attraverso quest’ultimo. Si tratta di uno strumento di difesa contro i cracker che potrebbero sfruttare questa debolezza per attaccare l’utente.

Non è l’unica novità introdotta da Mozilla. Quella più scenografica, ma forse meno utile, è una nuova funzione delle social API che ora permette agli sviluppatori di integrare il bottone di share dei propri siti direttamente all’interno della tool bar. Di fatto però l’unico social che vi interesserà attivare è Facebook, perché di Twitter e Google Plus non c’è ancora traccia.

Per far comparire il bottone share to Facebook dovete visitare la pagina di Facebook Messenger per Firefox e abilitarlo. Magicamente vi ritroverete due nuovi bottoni nella tool bar. Potete fare il login semplicemente in quello per condividere e tralasciare Messenger, ma non potete levare il bottone blu di Faccialibro, solo chiudere la sidebar e disabilitare i messaggi.

Sì, lo so, non è una grande novità, ma a molti piacerà. La stessa funzione è già presente su Safari su Mac, ma non è stata ancora integrata in Chrome.

Bastano queste cose per tornare a usare Firefox? No, non bastano, almeno per me. Benché Mozilla abbia notevolmente implementato il proprip browser, continuo a preferirgli Chrome per svariati motivi, a partire dalla velocità di caricamento delle pagine, la semplicità d’uso e i continui aggiornamenti per cui non c’è bisogno di strillare ai quattro venti che è stata rilasciata una nuova versione. Ho preso però l’abitudine, su consiglio di Jacopo Romei, di utilizzare almeno una volta alla settimana Firefox “per lasciare un segno”.