Dopo praticamente un’intera generazione (quella Xbox 360 e PlayStation 3) di predominio da parte della serie FIFA (non esente da difetti, ma capace di migliorare di anno in anno) ai danni di un immobile Pro Evolution Soccer, lo scorso anno, il calcistico nipponico è finalmente uscito dal pantano proponendo un’esperienza di gioco che ricorda i tempi d’oro di PlayStation e PlayStation 2.

Nuovo anno, nuovo giro. E la domanda che tutti i videogiocatori e appassionati di calcio virtuale si pongono è: “meglio FIFA o PES?”. Noi siamo qui per fugare ogni loro dubbio.

GAMEPLAY
Conscia degli errori commessi lo scorso anno (il ritmo più veloce rispetto al passato toglieva spazio alla costruzione di gioco a centrocampo dando fin troppo peso ai giocatori d’attacco più rapidi) in FIFA 16 gli sviluppatori sono tornati sui loro passi andando a lavorare alacremente sulle dinamiche difensive, raffinando la cosiddetta “Difesa Tattica” introdotta già qualche anno fa. L’IA dei difensori è stata quindi rivista per far si che il Chiellini di turno si posizioni in maniera coerente alla situazione in campo e sia in grado – grazie ad un corposo “potenziamento” dell’intelligenza artificiale dei calciatori – di leggere velocemente le manovre offensive dell’avversario. Questo upgrade in fase difensiva (aggiunto ad un ritmo calibrato verso il basso) ha portato inevitabilmente ad un gioco più razionale rispetto al “frenetico” FIFA 15, dove per trovare il pertugio vincente sarà fondamentale imbastire reti di passaggi e manovre di gioco a centrocampo fitte e complesse.

Sempre in fase di copertura migliorata anche la scivolata: se in FIFA 15 mancando un tackle si sarebbe perso il giocatore selezionato per qualche secondo, perdendo di conseguenza la possibilità di intralciare l’avversario, in FIFA 16 è stata introdotta la possibilità di far rialzare immediatamente il giocatore dopo la scivolata per continuare a contrastare il calciatore avversario o addirittura fingere l’intervento in scivolata per sbilanciare il portatore di palla.

Se Electronic Arts ha scalato la marcia per rallentare il ritmo di gioco di FIFA, al contrario, Konami ha schiacciato sull’acceleratore: PES 2016 si presenta infatti leggermente più dinamico rispetto al suo predecessore, mantenendo allo stesso tempo il gameplay ragionato e tattico dello scorso anno. Grazie al team ID – che simula l’atteggiamento in campo delle squadre reali – affrontare Barcellona o Frosinone sarà molto diverso non solo per la qualità dei giocatori in campo ma anche per lo stile di gioco adottato, anche a livelli di difficoltà più elevati. Il gameplay intuitivo e tattico ha mantenuto immutato il suo fascino, ma viene purtroppo inficiato da un problema degli arbitri – fin troppo permissivi – e dei contrasti che tendono quasi sempre a favorire i giocatori più possenti senza considerare la dinamica della collisione. In linea generale il gameplay di PES 2016 offre un’esperienza di gioco più realistica e che dà maggiormente importanza all’aspetto tattico rispetto a FIFA 16, che nonostante le correzioni continua a sottolineare velocità e spettacolarità.

CONTENUTI E MODALITA’
In Fifa 16, EA Sports ha puntato molto su nuove modalità di gioco. In primis la tanto pubblicizzata “quota rosa”, ovvero la presenza – per la prima volta in assoluto – di dodici formazioni nazionali femminili più forti del mondo (Italia compresa). Il gameplay con le compagini femminili cambia leggermente dal punto di vista del ritmo e della velocità alla luce della diversa fisicità delle ragazze rispetto ai colleghi maschietti. Altra novità è il FUT Draft, nuova opzione di gioco per Ultimate Team che permette di giocare con una squadra casuale fino a quattro partite. A ciò si aggiungono le classiche sfide online e la tradizionale modalità Carriera che vede l’introduzione delle tournèe estive e dell’allenamento settimanale. Anche PES 2016 propone molte modalità di gioco, ma – soprattutto nell’online – non con la stessa qualità e varietà del rivale americano: myClub, nato come risposta di Konami a FUT, non si rivela ugualmente completa e stimolante, inoltre i server online di EA risultano più veloci e stabili di quelli nipponici di Konami.

Sul fronte licenze, da un lato FIFA 16 si presenta al completo sia per quanto riguarda campionati che le squadre europee, in PES 2016, invece, i team di Bundesliga e Premier League hanno nomi fittizi ad eccezione dei top club Bayern Monaco e Manchester United. Il calcistico del Sol Levante punta però forte sulla licenza di Europa League e Champions League con la tradizionale e suggestiva modalità ad hoc.

TECNICA
Grazie alla potenza del motore grafico proprietario Ignite Engine, FIFA 16 offre un colpo d’occhio di primissimo livello, con stadi ottimamente riprodotti e ricchi di pubblico sugli spalti, sistema di illuminazione molto profondo e animazioni degli atleti credibili e fluide. Ottimo anche il comparto tecnico di PES 2016 “mosso” dal Fox Engine (lo stesso di Metal Gear Slid V), anche se dal punto di vista delle animazioni si presenta meno completo e leggermente più macchinoso.

PES 2016 allunga però sul fronte dei modelli poligonali dei singoli giocatori. Oltre ad i top player, che risultano molto simili alle controparti reali, pure i giocatori di media fascia sono molto riconoscibili. Al contrario, invece, in FIFA 16 anche giocatori di prima fascia sono spesso realizzati in maniera approssimativa, sia per quel che riguarda il viso che la fisicità.

VERDETTO
FIFA o PES? Come l’anno scorso, la sfida è molto equilibrata e fra il calcistico nipponico e quello americano si potrebbe quasi parlare di parità.

Da un lato PES 2016 mostra i muscoli confermando il gameplay dal ritmo (quasi) perfetto delle partite e dalla marcata declinazione tattica delle stesse; il tutto è reso ancor più realistico dal sistema “Team ID” che simula gli atteggiamenti delle squadre reali donando un’anima ad ogni team controllato dalla CPU. Ancora una volta PES perde punti sul fronte contenutistico, con la mancata licenza di Bundesliga e Premiere League e un comparto online non molto stimolante.

Dall’altra parte abbiamo un FIFA 16 che grazie ad un potenziamento della fase difensiva livella lo strapotere dei giocatori veloci in fase offensiva. In generale quello di FIFA resta però un tipo di calcio più frenetico (nonostante il leggero abbassamento della velocità) e spettacolare rispetto alla proposta nipponica.

Ancora una volta tutto dipende da cosa si cerca: chi predilige sfide con gli amici, dovrebbe acquistare PES 2016, mentre FIFA 16 è sicuramente consigliato a chi vuole sfidare gli altri giocatori online e vuole un pacchetto contenutistico più vario e costantemente aggiornato.