Dopo qualche ritardo e il tempo necessario al test, ecco finalmente la recensione di FIFA 15. Vediamo quindi di analizzare il gioco, senza però considerare la modalità Ultimate Team (FUT), a cui verrà dedicato un post apposito.

Partiamo dicendo subito che FIFA si conferma a mio avviso il miglior videogioco calcistico, vincendo ancora una volta il confronto con Pro Evolution Soccer. Tante le novità che rendono il gameplay notevolmente migliorato, anche se resta l’ossatura dei precedenti capitoli, sempre più incentrata sulla cura dei dettagli, che contribuiscono ad avvicinare il più possibile  la simulazione alla realtà, un universo che va al di là di una semplice partita di calcio.

La prima cosa che balza all’occhio è il grande numero di miglioramenti grafici, che rendono il gameplay molto più fluido: il manto erboso si deteriora durante la partita con il passare dei minuti, e nei replay si notano anche i singoli fili d’erba, e inoltre le luci appaiono molto più naturali. Tutto ciò però non si traduce in cambiamenti nel gioco, e non avremo perciò cambiamenti delle traiettorie del pallone o rimbalzi anomali dati dalla condizione del campo, mentre è migliorata la visibilità delle divise, che in caso di colori scuri diventavano quasi invisibili, nei precedenti capitoli, giocando in diurna in stadi dove si formavano grandi zone d’ombra. A proposito di stadi, sono quest anno presenti tutti e 20 quelli della Premier League inglese, mentre gli italiani restano lo Juventus Stadium, l’Olimpico di Roma, e il Meazza di Milano.

Passiamo ora ai giocatori: migliorata nettamente la fisica dei giocatori, che ora appaiono più umani grazie a linee del corpo meno squadrate. Purtroppo però resta il problema dei volti, che in molti casi sembrano essere predefiniti e non fedeli alla realtà. Vedremo però diverse novità come litigi tra giocatori dopo azioni ruvide, o diversi giocatori che si lamentano dopo aver fallito un’occasione importante, tutto grazie a oltre 600 nuove emozioni emotive introdotte. Anche in questo caso però una novità solo a metà, visto che nel gioco le emozioni dei giocatori non penalizzano le loro qualità tecniche, come accade a volte in realtà.

La partita è nel complesso molto più realistica, con lo stadio che cambia il proprio comportamento a seconda dell’andamento che ha l’incontro, per esempio da silenzio di paura quando la squadra di casa è sotto di diverse reti, a bolgia quando la stessa segna, magari, il gol del 3-0. Sono state inserite numerose imprecisioni nelle azioni di gioco, che rendono il gioco molto più fedele alla realtà, come passaggi, stop, cambi di gioco sbagliati, molto più veri dei passaggi perfetti e geometrici visti in passato. Tutto ciò, ovviamente, a meno che non ci troviamo a usare giocatori di grande qualità (Messi, Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic). Migliorati anche i portieri, per cui sono state inserite oltre 50 nuove animazioni. Ora gli estremi difensori eseguono parate molto più fedeli, rendendo più difficile segnare, sia dalla lunga che dalla breve distanza.

Per quanto riguarda poi le modalità di gioco, diciamo che sono sempre le medesime, e abbiamo la possibilità di giocare tornei online e offline (Stagioni), di usare la modalità Ultimate Team (FUT), e tornei personalizzati, e la modalità Pro Club. Per ultimo, la telecronaca: con l’introduzione della coppia Pardo – Nava, arriva una ventata d’aria fresca, con tanti dettagli relativi ai precedenti incontri e all’andamento delle squadre, anche se, a mio avviso, si sente un po’ la mancanza degli storici Caressa e Bergomi.

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foto da comunicato stampa