La fu Blogfest ha cambiato nome ed è diventata Festa della Rete.
Un’operazione semplice, ma il risultato si è visto: pienone per le strade di Rimini, pienone a teatro per la premiazione MIA, e un po’ di caos organizzativo che in fondo gli perdoniamo, perché dovuto a un improvviso boom di partecipazioni.

La Festa della Rete ha allargato la partecipazione della vecchia Blogfest, quella per cui le persone chiedevano sempre “ma se non ho un blog, posso venire lo stesso?”. E certo che si poteva, ma nessuno lo capiva.
Tutto bene quel che ricomincia bene, quindi, a partire dal nome.
Cosa mi è piaciuto di questa Festa della Rete?

1 – Mi è piaciuto il pubblico più numeroso e più vario. Come una specie di Hollywood che apre le porte per gli spettatori, tanta gente (anche senza blog) è accorsa a Rimini per conoscere i personaggi popolari della rete e fare quello che fa il web, però meglio: mettere tutti allo stesso livello, far conoscere persone ad altre persone, e aumentare contatti e possibilità per tutti, magari bevendo qualcosa insieme.

2 – Mi è piaciuta la piadina con i sardoncini, ma quella con prosciutto e squaquerone non è da meno.

3 – Mi è piaciuto il bene che ha trionfato sulle rotture di scatole: nonostante la pioggia del venerdì, la Festa ha retto bene; nonostante un po’ di disguidi al teatro Novelli, la premiazione dei Macchianera è stata un successo; nonostante una misteriosa mancanza di occupazione di suolo pubblico, Azael ha fatto comunque la sua messa della domenica, con tanto di lancio del suo Vangelo.

4 – Mi è piaciuto il cosplayer di Wolverine con il quale ho discusso della totale mancanza di splatter nei film di X-Men. Insomma, quello gira con gli artigli di adamantio a squartare i cattivi, eppure non si vede una goccia di sangue: com’è possibile? Wolverine mi ha confessato che è un complotto della Disney.

5 – Mi sono piaciute le distanze ridotte, proprio nel senso letterale: lo scorso anno i panel erano un po’ più lontani tra loro e si doveva camminare di più. Suvvia, i blogger son persone sedentarie: non pretendete troppo da loro.

6 – Mi è piaciuta la #MarkingegnoRun, in memoria di Donato @Markingegno. Ciao, amico.

7 – Mi è piaciuto lo spazio che è stato dato a tutti sul palco. Il ruolo tradizionale di Gianluca Neri e Andrea Delogu, colonne portanti dei Macchianera Awards, a un certo punto della serata è stato democraticamente ceduto a youtubers, tweetstars e altri personaggi noti e meno noti. Nei rispettivi settori, tutti hanno premiato tutti.

8 – Mi è piaciuto il ristorante Dalla Saraghina sul lungomare di Rimini, che con tantissima pazienza ci ha fatto mangiare sempre cose meravigliose, a orari improponibili del giorno e della notte. I ristoratori ignoravano che stavano dando da mangiare a blogger con tanto Klout e followers, che ora gli lasceranno un paio di dozzine di recensioni positive su TripAdvisor. Per loro eravamo clienti qualunque, con nessun potere. E sono stati veramente bravissimi.

9 – Mi è piaciuto Rudy Bandiera (quello dell’hashtag #unamacchinaperRudy), che ha cercato la tenzone nel panel “Rudy contro tutti”, ma alla fine non è successo nulla. Forse il panel sarà stato un po’ noioso e un po’ marchettone, ma tutta questa storia ci ha ricordato due cose: che nei social si può (e forse si deve) osare, e che non bisogna preoccuparsi troppo se qualcuno vi urla contro e vi dice brutte cose su internet. Nella realtà, nel 90% dei casi, i trolloni stanno buoni e non succede un cavolo.

10 – Mi è piaciuto, infine, lo scambio di ruoli tra reale e virtuale, perché il web è fatto di galassie “chiuse”, di fashion blogger che non conoscono i food blogger e viceversa, di twitteri che ignorano chi siano certi youtubers e viceversa. Alla Festa della rete, però, tutti questi mondi diversi si incontrano e si scoprono a vicenda, e da cosa nasce cosa.
Ogni tanto è il mondo reale a connettere meglio quello virtuale.