Ormai il web è pieno di quelle facce che esprimono uno, o due sentimenti e diventano protagonisti di un breve racconto di tre o quattro vignette. Nella foto vedete un esempio pratico del fenomeno conosciuto come Rage FacesLe Rage Faces, su Facebook e sulle community online, spopolano perché riescono in pochi riquadri ad esprimere sentimenti, a raccontare situazioni, che a parole sarebbero troppo complicati da dire.

Se non avete ancora capito di cosa si tratta vi invitiamo a prendere visione di un sistema, ragemaker, che consente anche a voi, fumettisti alle prime armi, di esprimervi attraverso le facce più conosciute della rete.

A livello concettuale, sono molto prossime alle marionette caricaturali ma hanno anche subito un’evoluzione nel tempo. L’origine della specie si fa comunque risalire al 2007, quando le Rage Faces fecero la loro apparizione su 4chan, un sito dedicato alle immagini a fumetti.

Riguardo l’evoluzione di queste facce che abbiamo accennato in apertura, facciamo il caso emblematico della faccia “Me gusta” che originariamente doveva esprimere lo stupore di una persona che non si aspettava che gli piacesse qualcosa. Adesso Me gusta esprime soddisfazione.

In quest’ottica è fondamentale che si faccia un uso corretto dei disegni, al fine di renderli significativi, senza che perdano senso.