Twitter è uno spazio che consente a molte persone di costruirsi un’identità attraverso messaggi lunghi al massimo 140 caratteri. Molte aziende che operano nel settore del marketing creano profili cosiddetti fake per promuovere prodotti e fare movimento sui loro spazi virtuali.

Tra il creare profili fake per commerciare prodotti e il crearne per sfruttare la buona fede degli internauti ce ne passa. In fondo tutti possono dire, in rete, di essere qualcun altro, anche personaggi famosi, prima che arrivi la smentita ufficiale.

Su Wired di questa settimana sono stati recensiti ben 50 profili fake ed è stato citato qualche errore autorevole, per esempio quello di Sarkozy che su Twitter avrebbe risposto ad un Mario Monti che non era il nostro presidente del consiglio.

Emuli e impostori, quindi, sono davvero dietro l’angolo e possono indurre in tentazione anche i navigatori più attenti ed esperti. Si pensi soltanto alle persone che sono diventate follower di un profilo di Bill Clinton molto piccante.

Ci sono poi una serie di profili che fanno riferimento a personaggi davvero “finti”. Per esempio il robot Bender del noto cartone animato. Silvio Berlusconi, nemmeno a dirlo, ha collezionato davvero un gran numero di profili falsi.

Ma ce n’è per tutti i gusti. È stato creato e poi etichettato come falso anche un profilo di Steve Jobs.