Tra presentazioni in pompa magna, non ultima quella di iPhone 5S, novità, applicazioni cervellotiche, gadget e via dicendo, non si può certo dire che il mondo degli smartphone sia fatto per acquisti in tono dimesso.

Dall’Olanda però e dall’istituto d’arte Waag Society, arriva Fairphone, il primo smartphone che ha la pretesa di nascere “equo e solidale”. Le caratteristiche vanno incontro alla sostenibilità: la batteria è estraibile (come nei “vecchi” telefonini “non intelligenti”), il che permette di sostituirla autonomamente quando smette di funzionare ed è più potente di quelle in uso nei principali concorrenti assicurando quindi una vita più lunga. Può accogliere due “sim-card” (invece di acquistare due telefoni), la confezione esterna (l’imballaggio) è ridotta al minimo, non sono presenti accessori e è sviluppato su una piattaforma “open source”.

Il tutto, a 325 euro complessivi, giusto per coprire ricerca, manodopera e materiali. Per il resto, ha tutte le caratteristiche di tanti “cugini” presenti sul mercato: fotocamera anteriore da 8 megapixel e posteriore da 1,3 mp, 1 giga di RAM, una memoria interna di 16 GB espandibile con microSD, un sistema operativo Android 4.2 Jelly Bean con interfaccia personalizzata. I puristi hanno storto il naso sul fatto che comunque Fairphone consuma energia elettrica come gli altri telefoni, non è a km zero e utilizza comunque onde radio che non sono il top della sostenibilità, ma un primo passo verso la rinuncia al superfluo lo fa eccome.