Mark Zuckerberg, nella serata di ieri, ha rotto il silenzio degli ultimi giorni ed ha affrontato lo scandalo di Cambridge Analytica che ha colpito la sua società. Il social network è stato accusato, nei giorni scorsi, di non aver impedito che Cambridge Analytica potesse mettere le mani sui dati di 50 milioni di utenti che sono stati utilizzati per profilare la campagna pubblicitaria pro Trump per le presidenziali del 2016.

Nonostante lo scandalo avesse travolto la società, Mark Zuckerberg non era intervenuto e questo aveva creato molti malumori. Finalmente, il CEO e fondatore del social network più popolare della rete è sceso in campo ed ha detto la sua su quanto accaduto. Le prime dichiarazioni sono arrivate attraverso il suo account su Facebook ma nelle ore successive, Mark Zuckerberg è stato protagonista anche di alcune interviste in cui ha ribadito ulteriormente le sue posizioni.

Il CEO di Facebook ha evidenziato che la sua società ha la responsabilità di proteggere i dati degli utenti. Zuckerberg ha sottolineato di aver lavorato molto per capire cosa esattamente sia successo e di aver già preso le prime contromisure affinché fatti analoghi non accadano più.

Innanzitutto, Zuckerberg ricostruisce tutto quanto è accaduto partendo dal lontano 2007 quando Facebook ha permesso alle persone di accedere alle app e di condividere chi erano i loro amici e alcune informazioni su di loro. Nel 2013, invece, il ricercatore Aleksandr Kogan aveva creato un’applicazione sulla personalità delle persone. App scaricata da circa 270 mila utenti che hanno condiviso alcuni loro dati e quelli dei loro amici.

Kogan fu in grado, così, di mettere le mani sui dati di milioni di utenti, cosa possibile viste le policy di allora del social network. Nel 2014, invece, per prevenire l’utilizzo abusivo delle applicazioni, Facebook modificò drasticamente la sua piattaforma. In particolare, le modifiche apportate non permettevano ad applicazioni come quella di Kogan di poter raccogliere oltre ai dati degli utenti anche quelli dei loro amici senza una loro esplicita autorizzazione.

Gli sviluppatori dovevano anche ottenere un’autorizzazione da parte di Facebook prima di poter chiedere i dati agli utenti. Nel 2015, il social network scopre che i dati raccolti da Kogan erano stati condivisi con Cambridge Analytica. Azione illegittima e proprio per questo Facebook eliminò l’app e chiese ai soggetti in questione di cancellare questi dati. Rimozione che fu fatta e certificata.

Si arriva, però, allo scorso weekend quando alcuni report evidenziano il contrario e cioè che Cambridge Analytica potrebbe non aver eliminato questi dati e che sarebbero stati utilizzati per la campagna politica di Trump. Proprio per questo, Cambridge Analytica e gli altri soggetti coinvolti sono stati bannati dalla piattaforma.

Cambridge Analytica sostiene, però, di aver eliminato i dati ed ha accettato un controllo forense da parte di personale specializzato.

Zuckerberg ha concluso il suo intervento spiegando che c’è stata una violazione del rapporto fiduciario tra Kogan, Cambridge analytica e Facebook e tra il social network e gli utenti che si fidano della società. Proprio per questo è necessario, secondo il CEO di Facebook, sistemare le cose.

E le prime azioni volte a proteggere gli iscritti sono già state annunciate. Il baricentro di queste novità è una maggiore limitazione all’accesso ai dati degli iscritti da parte degli sviluppatori.

Facebook analizzerà tutte le app che hanno avuto accesso a grandi quantità di dati e tutti gli sviluppatori che saranno trovati ad aver abusato dei dati degli utenti saranno bananti dalla piattaforma. Facebook informerà gli utenti nel caso vengano alla luce nuovi fatti di abuso della gestione dei dati. Inoltre, le app che non sono più utilizzate da 3 mesi non avranno più accesso ai dati degli iscritti.

Il social network ha deciso di modificare anche il suo servizio di Facebook Login che fornirà agli sviluppatori solamente dati come nome, foto del profilo e indirizzo e-mail. Per ottenere ulteriori dati, gli sviluppatori dovranno chiedere il permesso al social network.

Infine, le persone potranno segnalare direttamente alla società tutte le app che sembrano presentare abusi sulla gestione dei dati.

Ulteriori novità arriveranno in futuro.