Mark Zuckerberg sarebbe pronto a fare un altra operazione di shopping da un miliardo di dollari. Nel mirino del CEO di Facebook sarebbe entrata Waze, l’unico vero rivale del Tom Tom su smartphone. Waze attualmente ha 47 milioni di utenti e se ci limitiamo ai rumor diverse pretendenti.

Ecco, appunto, i rumor. È la terza volta che l’app israeliana viene accostata a colossi USA dai media locali. Obiettivamente ci aspettavamo che se la comprasse Apple dopo il flop delle mappe, giustamente però  Cuperitno ha optato per dimostrare che si è trattato solo di uno scivolone, ma che è in grado di riprendersi (in un test addirittura ha fatto meglio di Google e Waze).

Prendiamo per buona l’indiscrezione. Per Facebook sarebbe un’operazione chiave. Nel settore Zuck si è già mosso con l’acquisizione di Gowalla, unica seria rivale di Foursquare per quanto riguarda la geolocalizzazione. Non è che se ne sia fatto più di tanto, anche perché gli appassionati seri dei check-in sono decisamente arrapati dalla nuova Foursquare e non si sono mai innamorati del check-in su Faccialibro.

Waze non è solo un’app per la navigazione. Raccoglie già diversi dati su di noi tracciando i nostri spostamenti, operazione fondamentale per creare mappe aggiornate con incidenti, prezzi della benzina, strade chiuse, posti di blocco e via dicendo. A differenza di quelli di Facbeook gli utenti di Waze sono abituati a contribuire alla costruzione del network, mettendoci dentro informazioni che potrebbero servire ad altri.

Facebook punta a diventare un’azienda mobile. Zuck ha sottolineato come 750 milioni di utenti già usino faccialibro principalmente da smartphone e l’operazione Facebook Home (già quasi un milione di download, +25% di tempo speso su Facebook da chi l’ha installata) va in questa direzione.

Waze già permette ai propri utenti di condividere su Facebook i propri spostamenti. Se la trattativa si chiude, sono certo che entro l’anno Zukc preparerà l’affondo sulla geolocalizzazione con l’obiettivo di legare sempre di più i nostri like digitali alla nostra vita reale, nella stessa direzione in cui va l’operazione con le carte fedeltà dei negozi.