Facebook, nella serata di ieri sera, è andato offline per circa due ore. Trattasi del secondo mini blackout nel giro di pochi giorni ed anche se il problema è durato molto poco, tanto è bastato per scatenare il panico in rete. Nel giro di pochi minuti, Twitter è stato invaso di commenti ironici e preoccupati sul mancato funzionamento del più grande social network della rete. In pochi minuti, infatti, l’hashtag #facebookdown è salito tra i trend più popolari di Twitter ed accedendovi gli utenti potevano visualizzare una quantità elevatissima di messaggi da parte degli utenti di un po’ tutto il mondo.

L’ansia della mancanza della possibilità di accedere a Facebook era incentivata anche dal fatto che il social network non aveva emesso alcun comunicato sulla natura del problema e sui tempi di un possibile ripristino. Del resto, raramente Facebook ha spiegato i motivi dei piccoli problemi tecnici che colpivano la sua piattaforma. L’agitazione degli orfani di Facebook sugli altri social media ed in particolare su Twitter, non è certamente un fenomeno nuovo, tuttavia mostra chiaramente come oggi i social network creino una certa sorta di dipendenza tra gli utenti.

Purtroppo, sempre più utenti, in particolare i più giovani, preferiscono il mondo virtuale dei social a quello reale dove possono nascondersi dietro un avatar andando a condividere ogni dettaglio della loro vita, non importa se veritiero o alterato, creando un universo parallelo all’apparenza più rassicurante rispetto alle difficoltà della vita reale. Un universo che però può nascondere molte insidie come hanno dimostrato molti brutti fatti di cronaca, anche recenti.