Facebook ti induce a pagare per mostrare i tuoi post ai tuoi fan quando hai acquisito un alto numero di fan. La denuncia arriva da Nick Bilton che sul proprio blog sul New York Times racconta come abbia visto diminuire l’interazione con i proprio subscriber al crescere di questi.

I subscriber sono come i follower di Twitter (nel link qualche consiglio per aumentarli), persone che hanno scelto di seguirti o che semplicemente ti hanno chiesto l’amicizia e non l’hanno ricevuta da te. Questo glielo puoi permettere attraverso la funzione subscriber attivata poco più di un anno fa. Io stesso ho scoperto di avere un centinaio di seguaci (devi guardare nelle impostazioni del Diario).

Bilton è rimasto sorpreso della maggior interazione raggiunta promuovendo a pagamento i propri post. Benché Facebook abbia più volte ribadito che sta ancora lavorando per trovare il giusto bilanciamento di quello che ci ritroviamo nel feed, un saggio mix di post degli amici e pubblicità, il social network sembra essere quindi lontano dall’offrirci uno stream in linea con le nostre attese.

Qual è il problema? Bilton oggi che ha oltre 400 mila seguaci ottiene qualche decina di like sui post che condivide, esattamente come gli accadeva quando aveva solo qualche migliaio di follower. A meno che non promuova (a pagamento) i propri post. Idem per Josh Constine, che con oltre 160 mila follower ha notato la stessa cosa e l’ha riportata su TechCrunch.

Vero è che, specialmente su mobile, Facebook sta facendo ampio uso del nostro stream per infilarci pubblicità. Anche nella versione desktop però i post sponsorizzati iniziano a essere sempre più frequenti.

Stamattina vi avevo riportato dell’apparente chiusura del gruppo Indigeni Digitali, tuttora non smentita. Non è che ce l’ho con Facebook (uhm, un po’ sì), è che a furia di prendersi certe licenza credo che Zuck stia mettendo un po’ a rischio il proprio business.

Perché se può decidere Facebook cosa mostrarci, allora non è più un social network, ma una tv.