Il tasto “non mi piace” su Facebook è stato più volte annunciato e puntualmente smentito perché la notizia della sua introduzione si è sempre rivelata una bufala. E nonostante l’azienda di Zuckerberg abbia messo in campo a più riprese la possibilità di inserire questa nuova funzione per gli utenti, alla fine tutte le buone ragioni per non farlo sono sempre prevalse. In un precedente post vi avevamo parlato di un articolo di Paul Sawers pubblicato su The Next Web in cui sono stati riassunti i motivi per cui il dislike non ci sarà mai (potete leggerlo cliccando qui) ed oggi arriva anche una conferma ufficiale a queste teorie – anche se quelle di Sawers erano piuttosto logiche conclusioni.

A dare conferme sul perché il tasto “non mi piace” non è stato introdotto su Facebook e probabilmente mai lo sarà mai, è stato Bret Taylor, ex direttore tecnico di Facebook e papà del tasto “mi piace” (il like). Taylor ha spiegato, come in parte ipotizzato da Sawers, che dietro questa scelta vi sia una ragione di carattere quasi “filosofico” sul significato della negatività per la rete sociale: “L’apprezzamento è universale; la negatività, invece assume molte forme e nel contesto della rete sociale un tasto come il dislike potrebbe avere un sacco di conseguenze spiacevoli“.

Pensate ad esempio cosa potrebbe significare il tasto dislike per le aziende che su Facebook propongono le loro inserzioni. In più, se il tasto like è stato aggiunto per tentare di evitare commenti a catena superflui o poco rilevanti – come i semplici Wow – l’assenza del tasto “non mi piace” è anche un’incentivazione a scrivere nei commenti cosa non ci piace perché, come specifica Taylor, la negatività va spiegata e probabilmente esiste una parola per ciò che si vuole dire. Insomma, se qualcosa ci piace e vogliamo esprimere apprezzamento, un semplice like può bastare; se qualcosa non ci piace invece, un semplice dislike non basta più e sarebbe meglio scrivere i motivi della nostra contrarietà.

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