Qual è il rapporto tra Facebook e le Forze dell’Ordine? In Usa sembra che Facebook abbia collaborato con le Forze dell’Ordine quando queste ultime hanno chiesto di consegnare i dati di un utente come prova in tribunale. La situazione sembrerebbe meno chiara quando le richieste non vengono fatte dalla Polizia ma da utenti che ne hanno bisogno come prova per difendersi. Lo riporta TechCrunch in un post di poche ore fa.

Uno dei casi in questione riguarderebbe un accusato di omicidio in Oregon che avrebbe richiesto al social network di fornire dati che potrebbero rivelarsi significativi per l’esito del processo. Facebook per ora avrebbe negato la disponibilità a consegnare i dati, come già successo per altri casi. Tuttavia, se la Corte intimasse a Facebook di consegnare i dati e questo si rifiutasse, sarebbe un problema per Zuckerberg, perché sarebbe costretto a pagare una multa pari all’uno per cento dei profitti dichiarati: nel 2011 ben 1 miliardo di dollari e 811 milioni solo per i  primi 9 mesi del 2012.

Pensate se anche solo una piccola percentuale degli utenti Facebook facesse richiesta dei dati per difendersi, il giudice intimasse di consegnarli e Facebook si rifiutasse, le casse degli stati in questione si rimpinguerebbero non poco.

Voi come la pensate? Facebook in passato si era impegnato a comunicare le chat sospette alla polizia. Io credo che per certi tipi di reati come l’omicidio, non c’è Facebook che tenga per difendersi. Non credo che i dati presenti su Facebook possano essere sufficienti a scagionare una persona accusata di un reato tanto grave. Non condannerei Facebook per questo. Penso che per difendersi ci siano altre vie che un buon avvocato sa intraprendere.

photo credit: Beverly & Pack via photopin cc

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