Facebook ha pubblicato Slingshot, la app alternativa a Snapchat della quale avevamo parlato qualche settimana fa, su App Store: è stato uno sbaglio ed è stata ritirata subito dopo la prima apparizione. Costretti ad ammetterne l’esistenza, i responsabili del Creative Labs del social network – già noto per la creazione di Paper – hanno proposto alla stampa qualche dettaglio in più sull’applicazione che s’ispira a Taptalk per iPhone e Android (della quale riprende persino il logo). Non è emerso, però, quando Slingshot sarà pronta.

Tanto nella grafica, quanto nelle funzioni, è evidente la somiglianza con Snapchat [vedi gallery]: le immagini pubblicate da The Verge sono inequivocabili. L’impressione è che l’esperimento di Facebook sia estraneo al social network, del quale non riprende neppure i colori. Sappiamo che Mark Zuckerberg non ha preso bene il gran rifiuto di Snapchat, ma l’effettiva utilità della app è dubbia — specie considerando l’esistenza di Facebook Messenger e l’acquisizione miliardaria di WhatsApp. Perché mai proporre una terza applicazione?

La questione del diritto all’oblio è d’attualità, da quando l’Unione Europea ha costretto Google a rispettarla, e Facebook deve continuare ad aggiornare le impostazioni sulla privacy. Slingshot risponde alla richiesta degli utenti di condividere foto e video in privato, senza mostrarle sul social network: è una funzionalità già disponibile su Facebook Messenger, che non pubblica i contenuti scambiati nel News Feed. Con queste premesse, Slingshot appare soltanto come una ripicca personale di Zuckerberg nei confronti di Snapchat.

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