Ciao, sono la mamma! In effetti, il nome è quello, la foto del profilo pure… Mamma sta su Facebook. Ergo, sa quando cazzeggio (sì be, non fosse solo che io Facebook lo uso anche per lavorare) e si impiccia degli affari miei (peggio, lo fa quando io lavoro). Sì, certo, potrei anche stare più attento e gestire meglio quello che condivido con le liste, ma chi davvero le usa le liste su Facebook? Partendo da questo (presunto) problema ieri Jonathan Sagarossi su The Next Web ha teorizzato la necessità di un social network di nuova generazione. Poco tempo fa Biz Stone su Medium aveva sostenuto l’ipotesi di mettere Facebook a pagamento così da dargli una sistemata. Che succede?

Succede che Facebook sta perdendo utenti fra i più giovani anche e soprattutto per questo. Li sta perdendo per via del successo di app come Instagram, Snapchat, Vine e soprattutto Twitter. Tutte app mobili: non a caso Facebook ha fatto incetta in questi ultimi due anni di questo tipo di app, puntando in primis su Instagram e sviluppando le feature che dovrebbero rendere Facebook sempre più mobile. È in questa direzione per esempio che è stato sviluppato Facebook Messenger e non a caso ora si vocifera dell’introduzione dei messaggi in Instagram.

La proposta di Sagarossi è, per sua stessa ammissione, visionaria. Facebook non morirà, non lo farà a breve e anzi “rischia” di sopravvivere a lungo. Lo vado ripetendo da tempo: Facebook connect è un’impareggiabile arma di conquista e poco conta che Twitter o Google abbiano sviluppato strumenti simili. Per il momento almeno Zuck può dormire sonni tranquilli, anche se Facebook ha questi due problemi da risolvere: gestire l’indipendenza delle nuove generazioni e trasformarsi in qualcosa di davvero firs mobile.

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