La fiducia degli utenti Facebook verso il trattamento dei propri dati, e dunque verso la propria privacy, inizia a registrare cali importanti. Le motivazioni sono diverse, e molte legate ad avvenimenti successi di recente, in particolare l’uso di 700 mila utenti come cavie per lo studio delle emozioni, da parte del social network di Mark Zuckerberg.

Oggi il 54% degli utenti, secondo Global Web Index, nutre dubbi sulla propria privacy ed è preoccupato per in merito al tema. Meno di metà, ok, ma pensandoci ciò significa che una persona su due dubita del trattamento della propria riservatezza effettuato da Facebook, e questo dovrebbe essere un grosso campanello d’allarme per il social network, perché troppe incertezze potrebbero portare qualcuno a pensare di cancellarsi da Facebook.

Quelli riportati sono dati preoccupanti, in particolare, se confrontati con quelli di due anni fa. Nel 2012, infatti, gli utenti Facebook preoccupati per la propria privacy erano il 44%, dunque il 10 percento in meno. Intanto, mentre la polemica sullo studio delle emozioni continua ad avanzare, e in UK partono le indagini a proposito, Facebook inizia a testare su iOS ed Android il suggerimento di video. E anche questa è secondo me una novità che farà discutere.

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