Con l’introduzione di Graph Search Facebook ha cancellato un altro pezzettino della nostra privacy. A dire il vero, l’avevo già fatto prima, quando introducendo le nuove regole della privacy aveva rimosso la possibilità di fare opt out dal meccanismo di ricerca, di fatto rendendoci “trovabili” da chiunque.

Con Graph Search Facebook ci rende trovabili non solo in teoria, ma anche nei fatti. Per esempio con una ricerca del tipo “amici dei miei amici che vivono nella mia città e sono single” posso trovare il profilo di una persona che non conosco direttamente, ma che è amica di un mio amico. Ora se quel mio amico ha commentato o messo like su un contenuto del suo amico e quel contenuto è pubblico o visibile agli amici degli amici, ecco che i post di Tizia sono visibili a me grazie a Caio. Anche nel caso che Tizia li abbia nascosti dalla propria Timeline.

Se dovete rimorchiare, quale modo migliore di scegliere una persona così? Se dovete spammare un prodotto o far girare una notizia, quale alternativa migliore?

Praticamente Graph Search è come The Pirate Bay: ti permette di trovare cose che sono già trovabili, ma che faresti fatica a trovare altrimenti.

Su Quartz Zachary M. Seward sottolinea come la risposta di Facebook sia che solo una percentuale inferiore al 10 per cento ha finora utilizzato l’opt out e giustamente gli fa nota che fosse anche l’un per cento si tratterebbe di dieci milioni di persone al mondo. Nello specifico, si tratta di molte più persone che ancora credono di rendere invisibili i contenuti non graditi semplicemente rimuovendoli dalla propria Timeline.

Non è così. Con l’introduzione dei nuovi strumenti per la gestione della privacy Facebook di fatto vi dà gli strumenti per gestire la “pubblicità” dei vostri contenuti e se non lo fate peggio per voi: non potete più rifiutare di essere trovati.