Facebook ha rilasciato questa mattina una nuova app per iPhone. Si chiama Facebook Poke e se avete la sensazione di averlo già sentito è perché è lo stesso nome che aveva una delle prime funzioni di Facebook. Era un ottimo strumento per rimorchiare: serviva a far sapere a una persona che eri interessata a lei/lui senza necessariamente doverle chiedere l’amicizia. Poi la gente iniziò a chiedere l’amicizia a chi capitava e Facebook introdusse il Subscribe, ovvero la possibilità che chiunque riceva i nostri post anche senza essere nostro amico.

Il primo Poke era una funzione scritta da Zuckerberg. Sarà la nostalgia, sarà la necessità di rilasciare in fretta il prodotto entro l’annuale chiusura per feste dell’App Store, Zuck si è rimesso a scrivere codice per quest’app, come riportato da TechCrunch. Lui, ha ammesso allo scorso TechCrunch Disrupt, oramai di codice non si occupa praticamente più.

La nuova app Poke permette di inviare appunto un poke, un messaggio, una foto o un video a un amico di Facebook. La differenza rispetto ai normali messaggi è che questi hanno una durata temporale, da 1 a 10 secondi. Poi si dissolvono. Esattamente come accade per le foto di Snapchat, un’app che ha recentemente fatto boom e di cui vi avevamo raccontato come una cosa che Facebook avrebbe voluto avere.

Detto, fatto. In dodici giorni Zuck ha tirato su un team e rilasciato l’app. Chicca: la voce che si sente quando riceviamo un poke è di Zuck in persona, passata sotto a un paio di filtri. Com’è l’app? Una boiata, fino a che non l’hai provata. Perché l’app funziona strepitosamente, può essere divertente e sai che c’è? Vi ricordate quando si facevano gli squillini? Accadeva prima degli smartphone. Ecco, un poke vale uno squillino. C’è di più: per i fedifraghi è l’app perfetta per messaggiarsi con l’amante.

Lasciamo però perdere queste cose. Poke è la dimostrazione della fine che fa chi non vuole vendere a Facebook. Avevo scritto che Whatsapp rischia di fare la stessa fine e alla luce del rilascio di Facebook Messenger utilizzabile anche da chi non ha l’account Facebook (in alcune parti del mondo) direi che siamo arrivata alla prova di forza. Lo spirito hacker che in maniera residuale ancora pervade Zuck&co gli permette di clonare più o meno qualunque cosa vogliano in meno tempo di quello che serve a chi l’ha inventata a diventare un reale competitor. In questo caso, direi che Zuck ha parlato a suocera perché nuora intenda.