Ieri, il profilo su Facebook di Pierluigi Battista – editorialista ed ex vice-direttore del Corriere della Sera – è stato inspiegabilmente bloccato: il giornalista, che scrive soprattutto di politica, è stato vittima d’un complotto? L’account sembra essere stato ripristinato, ma il dubbio rimane. Perché proprio l’utenza di Battista? Negli ultimi giorni, la stessa situazione coinvolge numerosi altri utenti del social network e alcuni hanno avuto problemi analoghi su Google+. Qual è il motivo di tali blocchi? Non ho una risposta.

Generalmente, Facebook e Google bloccano un account se l’utente infrange i termini di servizio. Non credo che Battista abbia commesso delle infrazioni specie perché il profilo è stato sbloccato dopo poche ore, né che l’abbiano fatto gli altri utenti coinvolti. Il paradosso è che, proprio mentre avvengono questi inspiegabili blocchi, Gianni Letta ha sostenuto con forza alla Camera dei Deputati che i servizi segreti italiani «non hanno mai partecipat» alla raccolta d’informazioni della National Security Agency (NSA) statunitense.

Subentra, quindi, la seconda e più inquietante ipotesi: Battista era intervenuto sui rapporti fra Letta e Matteo Renzi riguardo al caso Cancellieri-Ligresti. Che il blocco dell’account su Facebook sia stato una sorta d’“avvertimento”? Non vorrei scadere nella teoria del complotto, ma sappiamo benissimo che l’Italia è al cinquantasettesimo posto della classifica di Reporters Sans Frontières – dietro a paesi come il Botswana e il Burkina Faso – e io non sottovaluterei questo rischio. Bisogna prestare molta attenzione al fenomeno.