È in relazione al suo obiettivo finale che Facebook ha iniziato ad offrire via via sempre più servizi, come le chiamate tramite VoIP di cui ci ha parlato Marco Usai. L’obiettivo finale, di cui si parla da tempo, sarebbe proprio quello di unificare tutto in un’unica piattaforma basata su Android, offerta su un proprio smartphone prodotto proprio da HTC, che negli ultimi tempi dal panorama dei “big” Android era stata esclusa. Ed è già una giornata piena (24 ore) che i giornalisti, i tech specialist, gli opinion leader di tutto il mondo si domandano: “Ma le persone compreranno veramente il Facebook Phone?”.

Io no di sicuro. Ma io sono io. E non vedo perché altri non dovrebbero fare il ragionamento inverso: invece di un focus sui servizi di Google, questo presunto revamp di Android dovrebbe essere basato sui servizi di Facebook che in qualche modo potrebbero arrivare a compenetrare l’intera piattaforma mobile di cui l’utente fa esperienza. Messo per un attimo da parte l’effetto “siete circondati”, potrebbe addirittura essere un buon fattore competitivo: nessun altro sistema offrirà (malgrado la buona integrazione di Facebook con Android) un grado di profondità così alto nell’offerta del servizio, e forse Facebook potrebbe giocare di contropiede proprio su questo.

In Italia, dove si guarda il marchio, potrebbe addirittura sfondare: immaginate il ragazzino di 17 anni che entra in un negozio di hi-tech della zona, e vede esposti i telefoni. C’è il suo bel Samsung, un iPhone sottocosto (?) e un Facebook Phone. Io, sinceramente, non so se mia sorella prenderebbe un altro telefono: in fondo il marchio fa la sua porca figura, e se è vero che HTC ha già provato a fare qualcosa del genere con Chacha e Salsa, i due terminali con tasto Facebook incluso, sicuramente una mostra migliore del logotipo di Facebook sposterebbe un po’ l’asticella del marketshare di questi dispositivi, che avranno un altro grosso plus: saranno Android. Potranno quindi integrare qualsiasi tipo di applicazione Android, magari tramite uno store dedicato. E procedure jailbreak-style permetteranno di installare il Play Store (se non l’avremo già), avendo quindi accesso alle migliaia di applicazioni modaiole create per Android, come Instagram.

È una buona carta da giocare. Chissà come la prenderanno gli utenti: sarà poi vero che Samsung ha fidelizzato così tanto la sua clientela?

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