Il rapporto con i social network, per molte persone, è diventato un rapporto di amore e odio allo stesso tempo. L’odio verso le continue minacce alla privacy e l’amore verso i benefici della community.

Ma cosa ci spinge davvero ad entrare nel social network blu? Ce lo dice una ricerca universitaria. 

Un professore d’informatica dell’ateneo americano di Cornell, tale Jon Kleinberg, ha cercato di spiegare l’inversione di tendenza nelle motivazione che spingono le persone a buttarsi tra le braccia di Facebook.

Fino a qualche tempo fa, infatti, ad influenzare la decisione degli utenti in merito all’iscrizione a Facebook, erano soprattutto gli amici. Maggiore era il numero dei contatti possibili, maggiore era l’impulso ad iscriversi.

Adesso le cose sono cambiate perché gli indecisi che decidono di entrare in Facebook, lo fanno per la varietà degli iscritti. Quel che si cerca, infatti, non sono più tanti amici ma gruppi di amici tra loro sconnessi, portatori di interessi differenziati.

La ricerca in questione è stata pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Il report finale, infatti, parte dall’analisi di 54 milioni di email di invito ad iscriversi a Facebook. Da lì s’inizia la scoperta di un mondo fatto di amici, condivisione di contenuti e scambi di conoscenze e divertimento.