Esiste un’ora e un momento migliore per fare un post su Facebook? Il dibattito qui è articolato e complesso, e crearsi un pubblico di “seguaci” su Facebook è oltremodo complicato, se si fa il solito paragone con Twitter dove il “following” è alla base del social. Su Facebook si può essere amici senza filarsi mai, e in generale, quello che postiamo influisce molto nell’andare a creare la nostra immagine digitale.

Ma tant’è. Su The Next Web è uscita un’analisi molto approfondita su quali possano essere, in base all’uso che si fa di Facebook, le fasce e le giornate migliori per sparare un post che poi, una volta condiviso, abbia un seguito.

Un aspetto tra i tanti però si va affermando. Lo ho sperimentato per promuovere dei miei vecchi articoli mediante Hootsuite, che consente la gestione congiunta di diversi social, da Twitter a Facebook fino a Google Plus. E lo studio di Buddy Media citato da The Next Web me lo ha confermato. L’analisi ha fatto emergere che i tassi di engagement sono tre volte più elevati per i messaggi di Facebook che utilizzano un full-length URL, piuttosto che un link generato da un URL shortener come bit.ly.

In parole povere: un  URL abbreviato, che non da foto, titoli o altri particolari di dove stai portando chi legge, hanno meno successo. La lunghezza del post dicevamo che non paga? Non fa nulla: dare segnali anche visivi è importante, altrimenti il nostro amico se ne va. Se si considera che sono in netta crescita che si collegano quasi solo da apparecchi mobili, l’utente non può perdere tempo a vedere tutti i post e un’esca minima serve. Facebook con l’integrazione degli aggiornamenti di stato da siti ha di fatto reso particolare questo tipo di traffico, certo è che qualcosa che accattivi oltre al codice bit.ly ci vuole.