Buon compleanno Zuck. Dieci anni e non sentirli, titolava un mio post qualche giorno fa. Dieci anni e rinascere, avrei dovuto titolare. Facebook Paper è una figata pazzesca. È una droga. Statene alla larga. È peggio di Facebook. Giuro. È una meravigliosa app per iPhone che non solo offre una modalità più semplice di sfogliare i contenuti pubblicati su Facebook dai tuoi amici e dalle pagine che segui, ma ti consente anche di seguire i temi di tuo interesse come le notizie da prima pagina, lo sport, la tecnologia, la musica, le idee e via dicendo.

Ci sono così tante cose notevoli che non so da dove cominciare. Le news in Facebook Paper provengono chiaramente da Facebook: se un sito usa Facebook ha più probabilità di finire nella relativa sezione del giornale. All’interno dell’app ci si muove a colpi si swipe: si aprono così le notizie per metterle a tutta pagina. Se clicchi su un link puoi leggere il relativo articolo in modalità full screen e se non hai il tempo di leggerlo puoi salvarlo in Instapaper, Pocket, Pinboard o nella reading list di Safari. Puoi esplorare una foto ruotando lo smartphone, ma puoi anche vederla per intero tappandoci sopra.

Per gestire il flusso di notizie Facebook ha ancora una volta scopiazzato dagli altri, introducendo la funzione reshare che già esisteva, ma oggi è posta in maggior evidenza. Su ogni pagina del vostro giornale infatti trovate la freccetta (che praticamente è la stessa a cui siamo abituati su Google+) e con questa potete ricondividere il post, metterlo fra le cose da leggere, o scegliere di ricevere gli aggiornamenti da quel post.

I profili delle persone e delle pagine ora diventano giornali monotematici da sfogliare. La sezione delle notizie ti tiene aggiornato su quello che succede nel mondo. Ricordo che Jack Dorsey a una conferenza internazionale di qualche anno fa disse che lui non guarda più il TG, ma apre Twitter. Ecco, ora potete smettere di guardare il TG e aprire Facebook: le notizie sono qui.

Facebook non è più un social network, è un distributore di notizie che ti interessano o di cui comunque la gente parla.

Brividi. Brividi devono correre lungo la schiena di Larry Page. Google e Google+ su questa funzione di raccogliere le news e distribuirle ci hanno campato per anni e ci hanno progettato il futuro. Ho scritto qualche giorno fa che il 2014 sarà l’anno di Google+. Ora ho qualche dubbio in più. È vero che per aumentare la propria autorevolezza è necessario stare su Google+, ma se non hai una pagina Facebook e se non condividi le notizie del tuo sito su Facebook non finirai mai in Paper. Se però produci contenuti di qualità e questi vengono apprezzati dal tuo pubblico e finiscono nelle notizie di Paper, allora puoi spiccare il volo. Quella sì che è autorevolezza, quando tutti (praticamente tutti) ti trovano senza cercarti.

Con quest’app Facebook ha rimesso in gioco il concetto di SEO. È vero che la gente cerca le cose su Google, ma è anche vero che più volte al giorno apre Facebook sul proprio smartphone. Ora le news sono lì a un passo. Dopo il crollo del reach delle pagine Facebook ha rilanciato alla grande la propria posizione rimettendo di nuovo tutto in discussione. Chi accuserà di più il colpo? Twitter o Google+? Sarà sufficiente un’app per rimettere tutto in discussione? Soprattutto, a dieci anni di distanza, che cosa diavolo è oggi Facebook? A tutte queste domande non ho per il momento risposta. Quello che so è che siccome sono interessato alle news di tecnologia è facile che trovi nel mio Facebook i post delle pagine dei siti di tecnologia promossi da Facebook, non necessariamente quelli delle pagine di cui sono fan.

Due cose che mancano nell’app: innanzitutto la possibilità di citare gli amici (suppongo la sistemeranno presto) e in secondo luogo la pubblicità. Quale posto migliore però dove mettere la pubblicità se non in mezzo alle notizie?

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