Il problema dei grandi geni è gestire la frustrazione del vedere i propri lavori, che sanno per certo essere in grado di portare benefici alla comunità, snobbati da questa che li giudica scetticamente e rimane attaccata alla vecchia via.
Mettiamoci nei panni, ad esempio, dell’inventore del wurstel: un prodotto senza dubbio squisito (specie se accompagnato con i crauti e la senape) ma che deve aver creato, per via del suo aspetto, qualche problema al genio che l’ha partorito a farlo accettare alla comunità.
Mark Zuckerberg, per quello che è riuscito a mettere in piedi da solo o quasi, si può senza dubbio considerare alla stregua di un genio e l’applicazione Facebook Messenger una delle sue creature più riuscite ma – ahimè – incomprese. Si è quindi rassegnato a vederla usare solo da una nicchia di utenti? No, ha fatto quello che qualunque grande genio – con alle spalle un potere mediatico secondo solo al Papa – avrebbe fatto: l’ha imposta con la forza.
Al di là dell’indignazione per l’ennesima probabile trovata per invadere la nostra privacy, fregarci i dati e venderli ai ricchi mercanti di merci e via dicendo, bisogna dire che questo gesto mi ha aperto gli occhi. Facebook Messenger è davvero una applicazione ottima. In questo momento, a trovarci ad installare forzatamente un nuovo software sui nostri smartphone per usare una funzione che già avevamo, ci troviamo riluttanti come bimbi che rifiutano le verdure dalla mamma. Ma le verdure ci fanno bene e ce ne accorgeremo presto!

Facebook Messenger, essenzialmente, è la parte di messaggistica dell’omonimo social network racchiusa nella comodità di una app e porta davvero degli enormi benefici:

1. Un sistema di notifiche – almeno nella versione Android – che ha fatto la storia del design e dell’usabilità, le Chat Heads. Sono delle bolle, fluttuanti su qualunque applicazione stiate usando, con l’icona del vostro contatto ed il numero di messaggi nuovi che vi ha mandato. Questo approccio è stato apprezzato moltissimo – a ragione – dalla community Android che ha cercato con modding vari di riproporlo anche in altre applicazioni.
2. Ottima gestione di gruppi e contatti: rispetto a concorrenti come WhatsApp (che viene quasi da ridere a chiamarlo così) permette molti più controlli. Ad esempio si possono zittire le chat a tempo indeterminato e non solo per massimo una settimana come WhatsApp appunto. Inoltre si può in qualsiasi momento fare partire una chiamata vocale.
3. Gestione allegati. Sono pochi i programmi di chat per mobile che permettano di mandare qualunque file e non solo immagini. Messenger può farlo e spesso può risultare utile se un amico ti chiede al volo un file excel e vuoi farlo online nella conversazione.
4. Accesso alle funzioni rapido e veloce. mandare una foto al volo od anche una breve registrazione audio è velocissimo grazie a delle icone a portata di mano.
5. Peso in termini di batteria: l’applicazione, nonostante ne faccia un uso pari a quello di WhatsApp, è molto meno esosa di risorse e quindi incide meno sui consumi del mio cellulare.
6. E’ gratis. Zuckerberg ti fregerà i dati come su WhatsApp, ma almeno non lo devi pagare per farlo.

Insomma, questa minestra è buona: mangiatela senza fare troppe storie bimbi.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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