Facebook ieri ha fatto un test su un numero ristretto di utenti americani, per verificare se questi fossero stati disposti a pagare 1$ per inviare messaggi a persone non amiche. Dopo tutte le polemiche relative ai cambiamenti sui termini e condizioni di Instagram, Facebook non gode di ottima reputazione tra i blogger e la stampa di tutto il mondo, ma in questo caso io non me la sento di andargli contro.

Primo fra tutti, proprio come sostiene Facebook nel suo blog,  il nuovo sistema pay-per-message può essere un modo per diminuire i messaggi spam. Probabilmente, far sborsare denaro, frenerà tutte quelle persone che su Facebook pensano di trovare l’anima gemella e inviano messaggi assurdi, al limite dello stalking, basandosi sulla foto del profilo.

Poi non mi sembrerebbe così strano se Facebook proponesse servizi premium per conoscere gente nuova e trovare l’anima gemella come badoo e meetic, esistono ancora?! Non se ne sente quasi più parlare.

Secondo motivo per cui non ce l’ho con Facebook è che Linkedin fa la stessa cosa da anni e nessuno si è mai scandalizzato. Se volete entrare in contatto con una persona che non conoscete e che non potete raggiungere attraverso le vostre connessioni, sarà sufficiente acquistare inMail per inviare messaggi. Io l’ho fatto per reclutare profili interessanti e trovo sia uno strumento molto utile per le risorse umane.

Su Facebook potrebbe essere utile un discorso del genere soprattutto per far veicolare determinati messaggi a power user o influencer. Tuttavia, anche questo nuovo cambiamento sembra non essere piaciuto molto agli utenti, i quali chiedono di tornare all’età della pietra, cioè quando potevano parlare con tutti senza pagare.