Facebook Live è la piattaforma dell’omonimo social network che ospita interviste, dirette e webcast di carattere informatico: normalmente, gli utenti la seguono quando Mark Zuckerberg organizza un evento per annunciare delle nuove funzionalità, com’è avvenuto con Facebook Home. Eppure, non tratta soltanto di tecnologia e spesso propone degli ospiti dal mondo della musica o del cinema. Gli ultimi sono stati Rihanna e J. J. Abrams. Questo canale, in futuro, potrebbe estendere la programmazione originale a film e serie televisive.

Perché arrivare a produrre da sé dei programmi tipicamente televisivi? Il social network ha un’audience potenziale d’oltre un miliardo di spettatori: alcuni film, nel recente passato, sono stati disponibili per lo streaming da Facebook. Penso, ad esempio, a The Dark Night che poteva essere noleggiato on demand dal portale e guardato con Flash Player. Open Graph, inoltre, permette agli utenti la condivisione dei contenuti da Netflix e altre applicazioni dedicate. Trasformare Facebook Live in un’emittente non sarebbe così stupido.

L’impostazione del canale è molto statunitense, non tanto per la lingua inglese: talk show alla David Letterman permettono agli utenti del social network d’interagire con le star hollywoodiane in un ambiente informale. Facebook Live ha un discreto seguito, negli Stati Uniti, perché spazia dai fan di Star Trek alla copertura elettorale delle presidenziali. Portare la piattaforma a un altro livello è una scommessa che comporta comunque dei rischi, come quello d’offrire dei contenuti che risultino qualitativamente insoddisfacenti.