Facebook la sta facendo fuori dal vaso. Almeno secondo l’Antitrust tedesco, che punta il dito contro il colosso di Menlo Park per abuso di posizione dominante nell’ambito dei social media.

E dopo il caso del vice presidente per l’America Latina sacrificato (incarcerato per qualche ora) in nome della sicurezza di WhatsApp, ora Facebook finisce nel mirino delle autorità teutoniche. Secondo l’Antitrust tedesco, Facebook imporrebbe agli utenti condizioni d’uso dei dati personali non consentite dalle norme vigenti in Germania sulla tutela della privacy.

Sul tema il Bundeskartellamt, ovvero l’antitrust tedesco, sta collaborando con altre authority europee, la Commissione Europea e associazioni a protezione dei consumatori ed è giunta alla conclusione che Facebook avrebbe avviato una “pratica abusiva ai sensi del diritto sulla concorrezza” finalizzata alla raccolta di dati per un sistema di adverstising mirato. Dal canto suo, Facebook afferma di essere nel pieno rispetto legale in tema di privacy ma si mette a disposizione dell’antitrust tedesco per raggiungere una soluzione.

Per quanto riguarda la situazione brasiliana, il vice presidente responsabile per l’America Latina di Facebook, Diego Dzodan, è stato rilasciato dopo la carcerazione per essersi rifiutato di collaborare con le autorità nel fornire accesso a conversazioni WhatsApp su un caso di narcotraffico.